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Il Fisco passa al setaccio le giacenze di magazzino

Rimanenze di magazzino sotto la lente del Fisco. Il riscontro sulla consistenza delle giacenze è sempre più utilizzato dall’amministrazione finanziaria per individuare cessioni non dichiarate. La misurazione delle giacenze può avvenire in due modi: a campione o con una ricostruzione analitica delle merci in magazzino. Ma vediamo nel dettaglio.
I passaggi
Il controllo parte da un accesso dei funzionari finalizzato alla quantificazione delle merci presenti presso la sede dell’attività controllata, il cui risultato può essere poi confrontato sia con i ricavi fatturati fino a quel momento sia con altri elementi indicati nelle dichiarazioni presentate per i periodi precedenti. Di solito questa ricognizione avviene il primo giorno di verifica e, per situazioni particolarmente complesse, prosegue nei giorni successivi. Possono essere controllati tutti i depositi dell’attività, anche distaccati. I verificatori possono eseguire l’accesso anche in magazzini non dichiarati e riscontrare eventuali beni presenti.
Le differenze
Che differenza c’è tra il controllo analitico e a campione?
eIl primo è un inventario dettagliato di tutte le merci presenti. Poi i verificatori redigono un verbale che indica le quantità rinvenute per ciascuna tipologia di prodotto o materiale e il costo di acquisto. Moltiplicando i due valori si determina così l’importo delle giacenze presenti al momento della verifica.
rI controlli a campione, invece, non quantificano dettagliatamente tutti i prodotti presenti nell’azienda, ma si limitano a selezionare quelli di maggiore significatività. Quando l’impresa tiene la contabilità di magazzino (sia per obbligo sia per scelta), i dati riscontrati nell’accesso vengono confrontati anche con le risultanze di tali scritture. Dalla verifica deve scaturire un verbale che riporterà l’esatta tipologia di beni, la quantità, i documenti riscontrati ed eventuali note o particolarità comunicate dall’imprenditore.
Dal risultato del controllo – sia analitico sia a campione – può conseguire la presunzione che il contribuente ha sottratto degli imponibili a tassazione.
La presunzione di cessione
Il Dpr 441/1997 disciplina le presunzioni che possono conseguire alle differenze inventariali riscontrate in sede di accesso. In particolare si presumono ceduti senza fattura i beni che non si trovano nei depositi dell’azienda senza un’evidente ragione. In altre parole, si considera ceduto in «nero» il prodotto acquistato di cui il contribuente non riesce a giustificare l’assenza dal magazzino. E si presume la cessione senza fattura anche per eventuali prodotti privi di un documento che attesti il regolare acquisto.
La norma introduce così per l’Iva una presunzione legale in favore del Fisco, contro la quale l’impresa può opporre prova contraria. Per imposte dirette e Irap, invece, la circolare 193/E/1998 ha chiarito che non si tratta di una presunzione legale ma semplice. Di conseguenza la motivazione dell’atto deve indicare le circostanze concrete che permettono di ritenere dimostrati gli acquisti o le vendite in «nero».
Il ricalcolo
Il controllo di magazzino, sia analitico sia a campione, consente di determinare la percentuale di ricarico mediamente applicata dall’impresa. Infatti, riscontrando il costo di ogni bene e il rispettivo prezzo di vendita, si può quantificare il margine lordo del contribuente.
Questo valore, poi, applicato alla totalità degli acquisti, al netto delle giacenze rinvenute (ossia i beni non venduti), consente di determinare i ricavi che avrebbe dovuto conseguire l’impresa. Confrontando quindi il risultato con i ricavi dichiarati fino a quel momento, si può determinare induttivamente un maggior reddito sul contribuente. Ma a volte la percentuale di ricarico così calcolata nell’anno sottoposto a verifica è utilizzata anche per rettificare dichiarazioni già presentate: è applicata agli acquisti risultanti in periodi d’imposta pregressi e il risultato confrontato con i ricavi dichiarati, così eventuali differenze si trasformano automaticamente in maggiori imponibili sottratti a tassazione.

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