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Il fisco ora punta sull’autotutela

Nel contenzioso tributario autotutela a tutto campo. Il miglioramento della sostenibilità in giudizio della pretesa tributaria richiede lo svolgimento degli adempimenti sulla mediazione e processuali. Per farlo il fisco dovrà, tra le altre misure, esercitare l’autotutela tutte le volte che ne ricorrano i presupposti, escludendo di resistere indebitamente in giudizio. Inoltre l’Agenzia delle entrate promette battaglia per le cause superiori ai 10 mila euro. L’Agenzia garantirà, infatti, la presenza dei propri uomini in giudizio per le udienze pubbliche, delle commissioni tributarie provinciali e regionali, il cui valore rilevante è di 10 mila euro. Innalzando la precedente soglia ferma a 5 mila euro. Sono queste alcune delle indicazioni che emergono dalla circolare n. 22/2012 dell’Agenzia delle entrate sulla «programmazione gestione della mediazione e del contenzioso tributario, anno 2012, indirizzi operativi».

Riduzione del contenzioso. Obiettivo prioritario per l’Agenzia è dunque la riduzione del contenzioso tributario. Per farlo, la circolare indica la strada del miglioramento della sostenibilità della pretesa tributaria con un ruolo importante da giocare per il nuovo istituto della mediazione tributaria e la definizione delle liti minori. Nel primo caso, per l’Agenzia delle entrate, sarà necessario portare alla tempestiva conclusione i procedimenti di mediazione con un atto che assicuri la giusta imposizione e eviti la soccombenza in giudizio. Sempre nell’ottica della riduzione delle liti tributarie, per i contenziosi non assoggettati alla procedura della mediazione, dovrà essere effettuata, prima delle controdeduzioni in primo grado, la valutazione del rating di sostenibilità della controversia, per verificare l’esistenza dei presupposti per l’autotutela o per la conciliazione totale o parziale. E proprio sul ricorso dell’autotutela la circolare è chiara: esercizio tutte le volte che ne ricorrono i presupposti, escludendo di resistere indebitamente in giudizio. La conciliazione giudiziale si deve, invece, utilizzare tutte le volte che appaia possibile e probabile, e inoltre bisogna applicare sistematicamente le direttive di abbandono, infine valutare l’attenta probabilità di accoglimento dell’appello o del ricorso in Cassazione.

Sulla chiusura delle liti minori pendenti, la circolare ricorda l’agenda fissata a suo tempo dalla norma (articolo 39 comma 12 del dl 98/2011 come modificato dalla legge 14/2012): entro il 30 giugno trasmissione alle commissioni tributarie e alla Corte di cassazione degli elenchi delle controversie per le quali è stata presentata la domanda di definizione; comunicazione ai contribuenti sugli errori scusabili e predisposizione entro il 30 novembre 2012 sia della notifica e del deposito dei dinieghi di definizione sia delle comunicazioni di regolarità della domanda con la relativa richiesta di estinzione del giudizio e cessazione della materia del contendere.

Obiettivi di budget. Debutta il nuovo indicatore «esame istanze di mediazione» che servirà per monitorare lo stato di lavorazione delle istanze del nuovo istituto. La soglia del valore della controversia rilevante è stato innalzato da 5 a 10 mila euro. Da quella soglia in su l’agenzia delle entrate dovrà garantire la sua presenza nelle udienze pubbliche delle commissioni tributarie provinciali e regionali. Stesso innalzamento per le cause ancora pendenti davanti la commissione tributaria centrale. Nella circolare, sul punto, si precisa che gli uffici dovranno verificare, al momento della ricezione dell’avviso di trattazione, da parte della commissione centrale, l’esattezza del valore economico in contestazione della controversia. Tornando all’indicatore delle istanze di mediazione, la circolare fissa una soglia minima al 90% che mira a garantire l’esame sistematico e effettivo delle istanze di mediazione e la tempestiva conclusione del procedimento con l’accordo di mediazione o notificazione del provvedimento di rigetto.

 

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