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Il Fisco lancia l’avviso telematico

Un avviso telematico per allertare i contribuenti sulle anomalie incontrate dall’amministrazione finanziaria nell’esame delle loro dichiarazioni, e permettere un’autocorrezione prima che scatti l’accertamento. Ad avviare la macchina è il provvedimento diffuso ieri dall’agenzia delle Entrate (prot. 2015/71472) che si concentra sulle plusvalenze e le sopravvenienze attive dichiarate dalle imprese, e che rappresenta la prima applicazione delle novità con cui l’ultima manovra ha disegnato il sistema dell’avviso telematico (commi 634 e 635 della legge 190/2014) e ampliato i termini per il ravvedimento (comma 636).
Le due norme vanno lette insieme, come dimostra il meccanismo delineato nel provvedimento diffuso ieri. Le prime segnalazioni dell’Agenzia, che saranno inviate tramite Pec limitando la carta ai soli casi in cui l’indirizzo di posta certificata non sia attivo, saranno indirizzate a oltre 2.500 società che mostrano un problema sulle plusvalenze o le sopravvenienze attive nelle dichiarazioni del 2011. A seguire, dopo una nuova ondata di comunicazioni di anomalia sugli studi di settore in arrivo nelle prossime due-tre settimane per spingere a modificare il comportamento prima della prossima scadenza (ora fissata al 16 giugno, ma in odore di proroga), nei prossimi due mesi il sistema dovrebbe essere replicato per i professionisti, quando i compensi dichiarati dai loro sostituti d’imposta non sembrano tornare nelle dichiarazioni, e sullo spesometro, nei casi in cui l’incrocio fra i dati dei clienti e dei fornitori indica qualche problema nelle dichiarazioni dei commercianti.
In poco tempo, insomma, il sistema dell’avviso telematico potrebbe abbracciare parecchie decine di migliaia di contribuenti, accomunati da una spia accesa dal confronto dei dati: obiettivo dichiarato dell’amministrazione finanziaria è rompere la catena fra anomalie e accertamenti, spingendo i contribuenti alla compliance resa possibile dal nuovo ravvedimento.
Il meccanismo è chiaro se si torna alle plusvalenze e alle sopravvenienze attive. Queste voci si possono rateizzare fino a cinque anni, spalmandole in quote costanti sulle dichiarazioni successive all’anno in cui sono state maturate; di conseguenza il confronto con la serie storica può facilmente segnalare un problema quando la quota è inferiore rispetto alle dichiarazioni dell’anno precedente oppure scompare del tutto. In questi casi, l’Agenzia comunicherà all’interessato l’ammontare della plusvalenza o sopravvenienza rateizzata, il numero di rate e l’ammontare della quota costante, i dati sulla dichiarazione 2011 in cui la quota annuale risulta omessa (in tutto o in parte) e il valore dell’omissione. Il problema può derivare da un errore materiale nella dichiarazione o da qualche altro inciampo, e una volta ricevuta la segnalazione dall’Agenzia il contribuente potrà riverificare il tutto e indicare la propria “controdeduzione”. Nel primo caso (per esempio per un errore nella gestione dei quadri) la partita si potrebbe chiudere con una semplice sanzione formale, altrimenti si entra nel meccanismo del ravvedimento allungato dalla legge di stabilità. Il provvedimento diffuso ieri non indica termini per la risposta da parte del contribuente proprio perché a guidare il tutto è il nuovo calendario del ravvedimento. Ricevuta la segnalazione, l’impresa ha infatti due strade: rivolgersi agli indirizzi mail che saranno indicati nell’avviso elettronico per chiedere informazioni ulteriori o indicare «elementi, fatti e circostanze» aggiuntivi, oppure autocorreggersi sfruttando le chance del ravvedimento. Ovviamente il contribuente che riceve la comunicazione delle Entrate potrebbe anche decidere di non fare nulla, esponendosi all’accertamento.

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