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Il Fisco «intercetta» i contratti telefonici

Il Fisco “intercetterà” anche le utenze telefoniche. Telefoni fissi, cellulari e satellitari, utenze domestiche e a uso pubblico, oltre che quelle “business”, tutto finirà d’ora in avanti nel cervellone dell’anagrafe tributaria.
Non bastavano i dati sui saldi e i principali movimenti dei conti correnti bancari, quelli sui rapporti finanziari o sugli acquisti che rientrano nella disciplina dello spesometro. Per ricostruire l’identikit dei contribuenti l’amministrazione finanziaria ora misurerà anche telefonate ed sms.
Ieri, il direttore dell’agenzia delle Entrate, Attilio Befera, ha firmato il provvedimento con le istruzioni agli operatori che dovranno inviare attraverso il servizio telematico Entratel le informazioni relative, appunto, ai servizi di telefonia fissa, mobile e satellitare relativi alle utenze, ai consumi fatturati e al credito acquistato.
Per la trasmissione dei dati c’è tempo fino al 30 settembre prossimo per quanto riguarda i dati 2011. A regime, invece, la scadenza per l’invio dei dati relativi all’anno solare precedente sarà al 30 aprile.
I dati e le notizie che arriveranno all’anagrafe tributaria – spiega il provvedimento delle Entrate – saranno raccolti e ordinati su scala nazionale «al fine della valutazione della capacità contributiva, nel rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali dei contribuenti».
L’Agenzia chiarisce anche che la trasmissione di questi dati avverrà nell’osservanza della normativa in materia di riservatezza e protezione dei dati personali. Una volta inseriti nei sistemi informativi dell’anagrafe tributaria, inoltre, la loro utilizzazione sarà ridotta «al minimo, mediante analisi eseguite in modo anonimo, ed identificando i contribuenti, secondo un principio di necessità, solo nel caso di esecuzione dei controlli fiscali». La sicurezza nella trasmissione dei dati sarà garantita dal sistema dell’invio telematico, mentre saranno adottate misure per assicurare il controllo degli accessi al sistema e la crittografia degli archivi.
Proprio sugli archivi, le Entrate precisano ancora che la sicurezza sarà garantita «da misure che prevedono un sistema di autorizzazione per gli accessi e di conservazione di copie di sicurezza per il tempo necessario all’espletamento del controllo fiscale».
In effetti, si tratta di una mole di dati considerevole. Le utenze fisse, come indicato nell’Osservatorio trimestrale sulle telecomunicazioni dell’Agcom, aggiornato al 31 dicembre 2011, sono oltre 21 milioni, mentre le sim della telefonia mobile superano la quota di 90 milioni.
Quanto alla procedura per l’invio, poi, l’agenzia delle Entrate attesterà la corretta comunicazione mediante una ricevuta telematica. Gli operatori potranno anche sostituire il “file” già inviato con una una comunicazione sostitutiva (entro 30 giorni dalla ricezione del file originario). Chi è tenuto a presentare al Fisco le informazioni, in mancanza di dati da trasmettere per l’anno, dovrà comunque inviare una comunicazione negativa.
Ma quali sono le motivazioni di questo censimento delle utenze? L’Agenzia sottolinea che il provvedimento diffuso ieri «risponde all’esigenza di razionalizzare ed aggiornare la struttura tecnica dei tracciati delle comunicazioni, introducendo procedure migliorative dei flussi di trasmissione e del controllo sulla qualità dei dati». Inoltre, si punta a realizzare «l’allineamento dei dati relativi alle utenze. In particolare, per quelle telefoniche i dati finora richiesti erano riferiti solo all’area business, con il provvedimento, in analogia con le altre utenze, vengono comprese anche le utenze domestiche. Per completezza d’informazione, in merito alla telefonia mobile diviene oggetto di comunicazione il credito telefonico acquistato nel corso dell’anno».

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