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Il fisco fa il pieno in Lombardia

Nel 2013 le direzioni regionali dell’Agenzia delle entrate hanno portato a casa 8 miliardi e 380 milioni di accertamenti, l’86,52% del budget assegnato dai vertici dell’amministrazione finanziaria ai fini della lotta all’evasione. La regione dalla quale viene quasi un terzo del raccolto è la Lombardia, con 2 miliardi e 581 milioni. Al secondo posto il Lazio che produce un terzo della Dre ambrosiana, con 876 milioni. L’Agenzia ha fissato l’asticella del recupero di gettito nel 2013 a 9,5 mld di euro circa, ma le direzioni regionali e il centro operativo di Pescara hanno rastrellato 8,3 mld al netto di rimborsi. Molto altalenanti i risultati locali. Mentre, per esempio, il Friuli Venezia Giulia ha fatto meglio del risultato richiesto (oltre 185 mln, pari al 107,57% del budget) e la Valle D’Aosta si è attestata poco al di sopra del 100%, la Calabria non è andata oltre il 68,80% e poco meglio hanno fatto Molise (69,18%) e Lazio (69,32%). In generale, la parte del leone l’hanno fatta i cosiddetti versamenti diretti: da controlli automatizzati e istituti deflattivi del contenzioso tributario arriva il 60,68% dei risultati conseguiti dagli uomini di Attilio Befera. Il 39,2%, invece, dalla riscossione da ruolo e dall’accertamento esecutivo. Sono questi i risultati che arrivano dagli obiettivi monetari 2013 dell’Agenzia delle entrate, riportati nella tabella in pagina e di cui ItaliaOggi è entrata in possesso.

I dati raccontano quindi di obiettivi assegnati annualmente e di un doppio flusso, per ciascuna regione: un primo, da riscossioni da ruolo e da accertamento esecutivo e un secondo, da versamenti diretti. In particolare questa voce, ulteriormente depurata dai cosiddetti controlli automatizzati (metodo utilizzato dall’Agenzia delle entrate per verificare il regolare adempimento degli obblighi tributari attraverso la dichiarazione dei redditi) racconta gli andamenti dei versamenti diretti da piano di contrasto all’evasione vero e proprio, cioè quei versamenti che i contribuenti effettuano a conclusione di un’attività accertativa prima di vedere formato il ruolo.

In questo caso gli uomini di Attilio Befera, nel 2013, a fronte di un obiettivo assegnato di più di 5 mld, hanno portato, a via Cristoforo Colombo, 4 miliardi e 900 milioni arrivando al 93,35% dell’obiettivo assegnato dal centro.

La migliore regione è stata la Valle d’Aosta che, rispetto a quanto assegnato dal centro, ha portato un +126% recuperando, da accertamento con adesione, invito al contraddittorio eccetera, 7 miliardi e mezzo rispetto ai 6 miliardi previsti come obiettivo. Solo quinta la Lombardia che ha portato a casa 1 miliardo e 700 milioni rispetto al miliardo e 600 milioni assegnato, comunque obiettivo centrato al 106% anche se dietro il Friuli Venezia Giulia, il Centro operativo di Pescara e l’Abruzzo. Su 22 realtà territoriali sono sette quelle che riescono a rispettare gli obiettivi monetari e anzi a fare anche meglio: chiudono infatti il «girone dei virtuosi» Piemonte e la direzione provinciale di Trento. Le altre direzioni regionali si avvicinano ma mancano l’obiettivo con un range che varia dal 95%, sul target assegnato, della Puglia alla performance più bassa, quella della direzione provinciale di Bolzano. Accanto a Bolzano, in fondo alla classifica, si trovano la Sicilia che recupera il 72,90%, il Lazio con il 74,35% la Sardegna il Veneto e la Basilicata anche loro con poco più del 74% circa.

Mancano del 20% l’obiettivo assegnato le altre regioni e cioè la Toscana, l’Umbria, l’Emilia Romagna, il Molise, la Liguria le Marche, la Campania e la Calabria. Per loro l’asticella si è fermata in un range che va dall’89% della Toscana all’80% della Calabria.

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