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Il Fisco colpisce British Telecom

di Stefano Sansonetti  

Il Fisco italiano ha bussato alla porta di British Telecom. E certo non si è trattato di una visita di cortesia, dal momento che l'amministrazione tributaria nostrana ha addirittura ipotecato una sede del colosso inglese delle telecomunicazioni. Alla fine la società ha pagato il dovuto, arrendendosi al pressing dell'Agenzia delle entrate e di Equitalia.

Proprio quest'ultima società, che si occupa della riscossione coattiva dei tributi, aveva dato il via a un procedura esecutiva il 6 settembre del 2010. In quella data Equitalia Esatri, che gestisce fondamentalmente la regione Lombardia, ha iscritto a carico di Bt Italia, direttamente controllata dagli inglesi, un'ipoteca del valore di 236 mila euro. Cifra non impegnativa, per la corazzata britannica, che però per diversi anni non è stata pagata. Ragion per cui il Fisco italiano, dopo una lunga serie di solleciti, ha deciso di ipotecare una sede di Bt Italia situata a San Donato Milanese. Lo ha chiarito a ItaliaOggi la medesima società destinataria del provvedimento, chiarendo la genesi del braccio di ferro con la nostra amministrazione.

Il problema fiscale, in sostanza, riguardava la I.Net, società inglobata qualche anno fa da Bt Italia. La pratica, risalente al 2007, vedeva una contestazione fiscale per il mancato pagamento dell'Iva e di altre imposte. Tante piccole cifre che sommate, e successivamente integrate da interessi di mora, hanno appunto raggiunto la somma di 236.012,42 euro.

Bt Italia, a stare a quanto hanno fatto sapere dalla società, si è praticamente trovata in eredità una pendenza fiscale che riguardava I.Net. A quel punto la società di telecomunicazioni, amministrata in Italia da Corrado Sciolla, ha iniziato tutta una serie di verifiche per comprendere nel dettaglio i termini della questione. La vicenda ha seguito un corso non breve, se a fine 2010 Equitalia Esatri, guidata dall'amministratore delegato Giancarlo Rossi, ha deciso di rompere gli indugi con l'iscrizione di un'ipoteca su una sede sociale. Bt Italia, messa ulteriormente alle strette da questa iniziativa, ha pagato. Il versamento del dovuto, hanno ancora fatto sapere dall'azienda di tlc, è avvenuto in data 17 dicembre del 2010.

A questo punto, quindi, l'ipoteca dovrebbe essere cancellata, o almeno in fase di cancellazione, sostiene Bt Italia. Dal fascicolo di conservatoria, in ogni caso, a oggi l'ipoteca risulta ancora iscritta. 

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