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Il Fisco cerca i tesori irlandesi delle banche

MILANO — La banca «costruita attorno a te» forse ha lasciato qualche mattone di troppo a Dublino. Ne è convinto il Fisco che ha chiesto a Banca Mediolanum di versare 344 milioni di euro tra imposte non pagate e sanzioni. Una cifra record, ma non la più alta pagata da una banca per quella che tecnicamente si chiama «pianificazione fiscale aggressiva», in cui il primato spetta a Unicredit con una transazione da 455 milioni di euro. C’è da dire che gli uomini di Attilio Befera hanno trovato un ricco filone nella pianificazione fiscale delle banche, riuscendo a recuperare finora quasi 1,3 miliardi.
La maxievasione contestata dal Fisco è emersa dal bilancio 2012 di Banca Mediolanum, in cui sono stati riportati le risultanze di un’ispezione della Guardia di Finanza condotta tra il settembre 2010 e febbraio 2011. L’accertamento ha riguardato in particolare Mediolanum International Funds, la controllata irlandese che si occupa del confezionamento e della gestione dei fondi del gruppo. L’Agenzia delle Entrate ha contestato il «livello di retrocessione» delle commissioni a Mediolanum Vita e Banca Mediolanum. Sarebbero inferiori ai parametri di mercato e quindi il Fisco sospetta che il gruppo mantenga a Dublino una quota incongrua dei propri ricavi, così da sottrarli alla tassazione in Italia per sottoporli alla mano più leggera di quello irlandese.
Per Mediolanum l’analisi del Fisco è «illegittima» ed «errata» per quanto riguarda il calcolo del maggiore imponibile nonché «illegittima quanto alle sanzioni». In bilancio non sono stati fatti accantonamenti. Il gruppo di Doris ha deciso di attivare la procedura arbitrale europea sulle doppie imposizioni e rimettere così «la soluzione della controversia alle competenti autorità fiscali italiane e irlandesi» così da stabilire la quota di imponibile che spetta ai due Paesi.
In dettaglio Mediolanum deve versare per gli anni dal 2005 al 2007 imposte Ires per 110,1 milioni più 85,7 milioni di sanzioni e 17,5 milioni di Irap più 13,6 milioni di multa. Per il 2006 e 2007 sono stati contestati altri mancati versamenti di Ires e Irap per 48,8 milioni più 44,8 milioni di sanzioni. A cui si aggiungono 20,8 milioni contestati nel 2010. Le Fiamme Gialle hanno esaminato anche il 2008 e il 2009 e quindi il conto potrebbe salire.
Ma potrebbe salire anche quello dell’Agenzia delle Entrate, che passando al setaccio i modelli di pianificazione fiscale delle banche ha già incassato 1,244 miliardi. A Intesa Sanpaolo, per esempio, è stata contestato un «abuso di diritto» che l’istituto ha chiuso con una transazione da 270 milioni. Al Montepaschi la composizione di contenziosi fiscali sugli anni che vanno dal 2002 al 2007 è costata invece 260 milioni. Ma gli uffici di Befera non hanno risparmiato nemmeno le banche straniere. Come è successo a Deutsche Bank che per un’operazione finanziaria transnazionale, «Charis», si è vista recapitare un accertamento dal Fisco, chiuso con una transazione da 12,6 milioni di euro.

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