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Il Fisco apre alle multi fusioni: per le banche risiko più facile

Per capire se sarà davvero la spinta decisiva al consolidamento bancario che qualcuno si attende servirà ancora qualche tempo. Di certo il chiarimento arrivato martedì dall’Agenzia delle Entrate sul tema dei bonus fiscali in caso di aggregazioni societarie multiple spazza via un po’ di dubbi e, almeno in teoria, apre le porte a un’accelerazione del risiko bancario. Risiko che tuttavia, a meno di proroghe della norma al 2022, dovrà per forza vedere la luce entro l’anno in corso, traguardo per nulla banale.

Un passo indietro. L’oggetto del chiarimento dell’Agenzia (si veda Il Sole 24Ore di ieri) riguarda l’incentivo alle aggregazioni introdotto con la Legge di bilancio 2021. La norma prevede la trasformazione in crediti di imposta delle cosiddette Dta, ovvero le imposte anticipate su perdite fiscali, bonus che scatterebbe solo in caso di operazioni di aggregazione. Le incertezze interpretative riguardavano in particolare i casi di aggregazioni multiple, ovvero tra almeno tre soggetti. E su questo il Fisco, sentito il Mef, ha sgombrato le incertezze in particolare su due aspetti rilevanti. La prima è che il bonus è applicabile a fusioni multiple anche realizzate in momenti distinti, a patto che esse siano deliberate dai Cda delle società coinvolte entro il 31 dicembre 2021. La seconda, forse più scontata, è che nel calcolo del tetto delle Dta trasformabili (pari al 2% delle attività complessive, tolto il soggetto maggiore), l’importo dell’attivo della società coinvolta si assumerà una volta soltanto e non potrà essere nuovamente conteggiato in una operazione successiva.

Il chiarimento appare prettamente tecnico, ma i risvolti pratici potenziali sono tutt’altro che banali perchè riprende quota l’ipotesi di fusioni tra più soggetti realizzate in tempi diversi. Qualcuno, ad esempio, intravede un assist importante per una triangolazione UniCredit-Mps-BancoBpm. Qualora andasse a buon fine l’aggregazione tra UniCredit e Mps – operazione che consentirebbe a piazza Gae Aulenti di incamerare circa 2,3 miliardi di Dta del Monte – piazza Gae Aulenti potrebbe poi muovere su BancoBpm, che da parte sua si porta dietro 1,1 miliardi di Dta, a cui potrebbe aggiungere parte delle sue. Ipotesi puramente teorica, va detto, visto che il mercato negli ultimi mesi ha premiato il titolo del Banco rendendo così meno appealing uno scambio carta contro carta con la banca guidata da Andrea Orcel. Senza considerare che il tutto dovrebbe approvato da entrambi i Cda entro l’anno e UniCredit è già ampiamente impegnata nel deal con Mps (che proprio ieri, scaduta l’esclusiva su Siena, ha visto una proroga delle trattative con il Mef) eppure il tema esiste, soprattutto qualora la norma venisse prorogata l’anno successivo. Ancora più ghiotta, per UniCredit, sarebbe peraltro la partita in caso di un ritocco dell’asticella degli attivi dal 2 al 3%, tema a cui qualcuno guarda a Roma, come riportato dal Sole 24Ore lo scorso 1 settembre.

Ma non basta. Perché un altro potenziale soggetto interessato al tema Dta è Banca Carige. Non è un caso che, a quanto risulta al Sole 24Ore, il chiarimento delle Entrate – che vale erga omnes – sia stato diffuso dopo una specifica richiesta inviata a fine giugno dal Fondo interbancario, azionista di riferimento della banca ligure. Carige, che si porta dietro un tesoretto circa 900 milioni di Dta complessive (di cui 420 circa a bilancio) e il cui azionista Fitd punta a uscire quanto prima dal capitale, potrebbe trovare infatti più facilmente un incastro anche con soggetti impegnati in altre operazioni più strategiche, o che magari abbiano già varato una fusione. E qua le strade portano anzitutto al Credit Agricole, che da parte sua ha chiuso proprio nei mesi scorsi l’acquisizione del Creval, su cui ha beneficiato di una quota di Dta, e che ora potrebbe tornare all’attacco. Non è neppure da escludere un ritorno di fiamma tra BancoBpm e Bper, che però al momento sembra concentrata su Sondrio. Tutto è sulla carta, come detto. E di sicuro serve fare in fretta, a meno che il Governo non dia più tempo. Ma i giochi si riaprono.

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