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Il Fisco allarga i controlli

Nella lotta all’evasione il Fisco allarga il tiro. Quelli che in origine erano stati definiti «controlli straordinari» – partiti a Cortina il 30 dicembre scorso – in poche settimane sono diventati prassi ormai quotidiana, molto più di quanto non lo fossero negli anni scorsi.
Oltre alle località turistiche, infatti, sotto osservazione delle Entrate e della Guardia di finanza sono finiti mano a mano anche i grandi centri metropolitani (Roma e Milano su tutti), le vie dello shopping, i locali della movida e i mercatini ambulanti. Fino a questi giorni.
Nel lungo ponte del 1° maggio il Fisco ha messo nel mirino circa 200 tra agriturismi, bed and breakfast e alberghi, dislocati su tutto il territorio nazionale, selezionati per le anomalie fiscali riscontrate nei mesi scorsi e controllati anche oggi. Nelle scorse ore, poi, in occasione della «Notte bianca», decine di militari della Guardia di finanza hanno passato al setaccio locali ed esercizi commerciali di Firenze per verificare la regolare emissione di scontrini e ricevute fiscali.
Obiettivo 10 miliardi
Non più blitz isolati, quindi, come definiti inizialmente. Ma una vera e propria strategia antievasione che non fa eccezioni. Anche perché gli obiettivi sono sempre più ambiziosi: la convenzione 2012 Governo-Entrate, che sarà firmata nelle prossime settimane, punta a incassare 10 miliardi di euro, il 25% in più rispetto a quanto preventivato per il 2011 (8 miliardi).
L’operazione Ponte
I controlli negli agriturismi sono finalizzati non solo al riscontro degli adempimenti contabili e fiscali ordinari, come avviene nei ristoranti e negli alberghi, ma anche all’approfondimento della sussistenza dei requisiti per beneficiare del regime fiscale più favorevole accordato a queste strutture. Ma vediamo le caretteristiche dell’agriturismo su cui si stanno concentrando le attenzioni dei controllori.
I requisiti
Per agriturismi si intendono le attività di ricezione e ospitalità esercitate dagli imprenditori agricoli, anche nella forma di società di capitali o di persone, oppure associati fra loro, attraverso l’utilizzo della propria azienda in rapporto di connessione con la coltivazione del fondo, la silvicoltura e l’allevamento di animali. Possono essere addetti allo svolgimento dell’attività agrituristica l’imprenditore agricolo e i suoi familiari e i lavoratori dipendenti a tempo determinato, indeterminato e parziale. Il ricorso a soggetti esterni è consentito esclusivamente per lo svolgimento di attività e servizi complementari. Le prestazioni che caratterizzano l’attività agrituristica sono l’ospitalità in alloggi o in spazi aperti destinati alla sosta di campeggiatori e la somministrazione di pasti e bevande costituiti prevalentemente da prodotti propri e di aziende agricole della zona. Sono di propria produzione i cibi e le bevande prodotti, lavorati e trasformati nell’azienda agricola nonché quelli ricavati da materie prime dell’azienda agricola e ottenuti attraverso lavorazioni esterne. Gli agriturismi, inoltre, possono organizzare degustazioni di prodotti aziendali, inclusa la mescita di vini, nonché attività ricreative, culturali, didattiche, di pratica sportiva, escursionistiche e di ippoturismo.
I “paletti” regionali
Nell’ambito del controllo, e conseguentemente della difesa, è particolarmente importante individuare la normativa regionale di riferimento che spesso contiene previsioni specifiche anche in termini di deroghe ed eccezioni.Le Regioni dettano infatti criteri, limiti e obblighi per lo svolgimento dell’attività.
I controlli
Il controllo in genere mira a stabilire preliminarmente il rapporto di prevalenza dell’attività agricola rispetto a quella agrituristica; i criteri per la valutazione di questo rapporto sono definiti dalle regioni e dalle province, con riferimento al tempo di lavoro necessario all’esercizio delle stesse attività. Nel corso dell’accesso i verificatori tendono a rilevare, innanzitutto, la presenza dei lavoratori per controllare il loro corretto inquadramento sotto il profilo fiscale e previdenziale. Contemporaneamente, vengono acquisite tutte le registrazioni e i documenti contabili ed extracontabili rilevanti ai fini del controllo (come brogliacci, quietanze, agende, fogli di prenotazione). Poi è eseguito il controllo di cassa per verificare se i valori rinvenuti (denaro, ricevute di carte di credito e bancomat) trovano riscontro con gli incassi complessivi e parziali registrati.
Segue, quindi, il rilevamento delle presenze risultanti nel giorno dell’accesso, il numero delle camere utilizzate e il controllo degli eventuali punti vendita di prodotti agricoli tipici.
Si precede poi all’analisi della quantità e della composizione delle attrezzature informatiche presenti. Va da sé, infatti, che la mancanza di computer può essere indizio dell’esistenza in altri luoghi di archivi extracontabili o della gestione di contabilità parallela, mentre la presenza di apparati informatici sovradimensionati rispetto all’attività potrà essere oggetto di richiesta di giustificazione al contribuente.
I supporti magnetici rinvenuti vengono infine acquisiti dai verificatori per il successivo esame.

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