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Il Fisco al varo del redditometro. Arriva il test «fai da te» per le tasse

MILANO — Da martedì sarà online il Redditest, il redditometro fai da te per controllare la «coerenza» tra la propria dichiarazione dei redditi e il tenore di vita, come ha spiegato il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, ieri all’Università Bocconi davanti a una platea di commercialisti.
Si tratta di un software che il contribuente scarica sul proprio computer, in modo che i dati inseriti non lascino traccia sul Web. Lo scopo del Redditest è indurre i cittadini a una corretta compilazione della dichiarazione dei redditi, mostrando loro che in base al tenore di vita l’Agenzia ha gli strumenti per attivare i controlli di natura presuntiva. Il redditometro, quello vero, sarà in funzione invece tra un anno. Come funziona il test? Il contribuente compilerà una serie di campi con le spese sostenute durante l’anno (le più importanti) e di cui l’amministrazione è a conoscenza, ad esempio l’acquisto di una casa o di un’auto. Il programma aggiungerà poi in automatico le spese indispensabili per una famiglia, dal cibo all’abbigliamento, calcolate in base all’Istat e alla propria tipologia familiare. A questo punto scatta il confronto con il reddito dichiarato: il Redditest darà semaforo verde, giallo o rosso a seconda della coerenza con quanto dichiarato o si ha intenzione di dichiarare.
Lo sforzo dell’Agenzia delle Entrate è di far evolvere il rapporto dei contribuenti con il Fisco verso una sempre maggiore chiarezza e trasparenza. Un ruolo centrale riguarda la riscossione, come emerso ieri durante la tavola rotonda moderata dal vicedirettore del Corriere della Sera, Daniele Manca, a cui hanno partecipato anche Angelo Provasoli, ex rettore della Bocconi e presidente Rcs, Antonio Ortolani dell’Ordine dei Commercialisti e il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, che a margine ha spiegato di stare pensando di unirsi al Comune di Torino per creare una società per la riscossione dei tributi, abbandonando così Equitalia. Ma Befera, che è stato contestato dalla platea per i ritardi dello Stato nei rimborsi delle imposte pagate in eccesso, ha spiegato che non c’è autonomia sulla riscossione: «Le tasse si devono pagare e i Comuni come Milano possono e devono applicare solo le norme che ci sono: sulle regole della riscossione un Comune non può attuare sistemi di riscossione diversi da un’altra città, perché si tratta di entrate pubbliche uguali su tutto il territorio».
Il bisogno di fare cassa da parte dello Stato ha sollevato in questi giorni un’altra questione: la possibilità per gli inquilini di acquistare le case degli istituti pensionistici. «Nessun esproprio, nessuna aggressione o impoverimento dei bilanci degli enti», ha spiegato in una nota lo staff del ministro Andrea Riccardi, che sta lavorando alla proposta.

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