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Il fisco aiuta la cultura

Fisco «soft» sulle donazioni dei privati (fino a 10 mila euro) per sovvenzionare manifestazioni culturali. E il fondo per il credito d’imposta a beneficio del settore cinematografico che, rimpinguato, arriva a 110 milioni, con l’opportunità di farne usufruire anche la produzione di fiction ed il comparto audiovisivo. Il senato accende il semaforo verde sul decreto 91/2013 («Valore cultura», come lo ha chiamato il ministro Massimo Bray) col voto unanime della maggioranza, l’astensione del M5S e il «no» della Lega; il testo, che dovrà essere convertito in legge entro l’8 ottobre, sbarcherà nell’aula di Montecitorio il prossimo martedì. Il provvedimento cancella la norma prevista dalla spending review (legge 135/2012) che imponeva un contenimento delle spese nel comparto: gli enti culturali vigilati dal dicastero di via del Collegio romano e i teatri stabili pubblici non dovranno, infatti, più eseguire i tagli orizzontali sulle spese relative a pubblicità e tournée. Meno sacrifici, dunque, e maggiori opportunità di ottenere finanziamenti dai soggetti privati, cui si dà la possibilità di elargire fino a 10 mila euro senza essere gravati da oneri amministrativi, mentre riceve 20 milioni in più (dai 90 previsti dal governo ai 110 aggiunti da palazzo Madama) il fondo per il «tax credit» in favore dell’industria cinematografica, introdotto dalla finanziaria 2008; misura, quest’ultima, caldeggiata da parlamentari bipartisan e da numerosi produttori perché, sostengono, il credito d’imposta è in grado di attrarre ulteriormente gli investimenti stranieri per la realizzazione di film.

Semplificazioni in arrivo per i locali che organizzano esibizioni musicali dal vivo visto che, se non raduneranno più di 200 spettatori, dovranno soltanto rilasciare un’autocertificazione allo sportello unico delle attività produttive del comune d’appartenenza; esenzione completa, invece, nel caso i 200 assisteranno alla performance organizzata da un’associazione senza fini di lucro, che raccoglie denaro per beneficenza. Quanto ai siti archeologici e d’interesse storico-culturale, a Pompei un direttore generale coordinerà interventi e appalti fuori e dentro l’area ed un manager pubblico ne guiderà l’operato; il decreto, poi, divide la Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia dal polo museale di Napoli e Caserta, dove ne nascerà una ad hoc. Destinati 8 milioni di euro al completamento degli Uffizi, a Firenze, 5 all’anno finiranno nelle casse del museo d’arte contemporanea Maxxi di Roma, con 4 sarà costruito un luogo dedicato all’ebraismo a Ferrara, e altri stanziamenti raggiungeranno diverse aree della penisola.

I debiti delle fondazioni liriche gestite da un commissario saranno ripianati con 75 milioni, mentre quelle in pareggio di bilancio da tre anni godranno di una quota aggiuntiva pari al 5% rispetto alla somma spettante del Fondo unico spettacolo (Fus). Chance, infine, per 500 laureati under35: effettueranno un tirocinio annuale per la digitalizzazione e la catalogazione del patrimonio nazionale.

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