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Il fisco aiuta cultura e turismo

Il fisco corre in soccorso di cultura e turismo. L’erario premia alberghi e bed&breakfast, che potranno contare su un credito d’imposta del 30% sia sulle ristrutturazioni edilizie sia per le spese «digitali» sostenute fino al 2018. In arrivo l’Art bonus, una detrazione Irpef/Ires del 65% per i mecenati che finanziano musei e beni culturali. Non resta a secco nemmeno il cinema: raddoppia da 5 a 10 milioni di euro per singolo film lo sgravio fiscale a disposizione dei registi stranieri che decidono di portare i loro ciak in Italia. È quanto previsto dal dl approvato ieri dal consiglio dei ministri per la tutela del patrimonio culturale e il rilancio del turismo. E nelle prossime settimane, ha annunciato il premier Matteo Renzi su Twitter, sarà presentato anche un disegno di legge delega di settore.

Alberghi. Rispetto alla bozza iniziale (anticipata da ItaliaOggi del 20 maggio scorso), la novità principale riguarda il credito d’imposta del 30% per l’ammodernamento di hotel, residenze alberghiere, campeggi, ostelli, B&B. L’aiuto sarà cumulabile con quello previsto a favore della digitalizzazione delle strutture ricettive, accessibile per le spese sostenute negli anni dal 2014 al 2018 (e non più 2016) per l’acquisto di siti internet, servizi di comunicazione e marketing, sviluppo di app per dispositivi mobili e l’implementazione di sistemi di prenotazione online.

Art bonus. Riscritte le agevolazioni fiscali spettanti ai privati che sostengono la cultura. Stop alle attuali regole previste dal Tuir (detrazione del 19% per le persone fisiche e deducibilità per le aziende): in arrivo per tutti un credito d’imposta del 65% per gli anni 2014 e 2015, che scenderà al 50% nel 2016. Premiati i fondi donati per gli interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici. Il bonus sarà fruito in tre anni, con un limite del 15% del reddito imponibile per le persone fisiche e del 5 per mille dei ricavi per i titolari di reddito d’impresa (i quali potranno utilizzare il credito anche in compensazione). Il pacchetto di misure include una maggiore trasparenza nella rendicontazione dei fondi ricevuti, così come l’organizzazione da parte del Mibact di strutture di crowdfunding e fundraising per incentivare le donazioni. «L’attuale detrazione è insignificante», commenta il ministro dei beni culturali, Dario Franceschini, «con questo passo in avanti ci mettiamo al fianco di paesi come la Francia che hanno creato il mecenatismo con risultati formidabili».

Cinema. Dopo le misure approvate ieri i produttori di Hollywood troveranno l’Italia un po’ più attraente. Non solo per le sue bellezze, ma anche per l’incentivo fiscale che lo Stato assicurerà ai film stranieri girati nel Belpaese. Dall’attuale massimo di 5 milioni di euro il tax credit raddoppierà a quota 10 milioni, riducendo quindi il divario con meccanismi incentivanti vigenti in Francia (10 milioni, che saliranno a 20 nel 2015) e Regno Unito (nessun tetto massimo).

Pompei. Il direttore generale per il Grande Progetto Pompei potrà avvalersi dei poteri commissariali previsti per la velocizzazione delle procedure esecutive degli investimenti. Elevata a 3,5 milioni di euro la soglia per il ricorso alla procedura negoziata. Previste 20 nuove assunzioni per accelerare la progettazione.

Reggia di Caserta. Al via il progetto di riassegnazione degli spazi dell’intero complesso (Reggia, parco reale, giardino inglese, oasi di San Silvestro e acquedotto carolino), da eseguire entro il 31 dicembre 2014. Oggi, infatti, gli spazi «sono per il 20% museo e per l’80% occupati da altre istituzioni. Noi prevediamo un commissario unico per affrontare questa situazione», rileva Franceschini. La nomina avverrà entro 30 giorni dall’entrata in vigore del dl.

Foto nei musei. Stop alla tolleranza zero sulle foto nei luoghi della cultura. Il dl varato ieri da palazzo Chigi introduce una parziale liberalizzazione della riproduzione e della divulgazione delle immagini, purché ciò avvenga per scopi non commerciali.

Coperture. A fronte degli incentivi fiscali a turismo e cultura, restano da capire le coperture finanziarie che il governo intenderà apportare. La bozza circolata nei giorni scorsi prevedeva l’introduzione di una «cedolare forfait» sugli affitti brevi conclusi via internet. Si tratterebbe cioè di un’imposta sostitutiva del 20% sulle provvigioni pagate ai proprietari degli appartamenti dalle piattaforme di prenotazione online, residenti in altri stati (per esempio Airbnb). Una misura che, congiuntamente alla tassa di soggiorno oggi non versata dagli ospiti, porterebbe in cassa circa 60 milioni di euro annui. Inoltre, con una modifica alla disciplina Iva, potrebbe essere rivisto il meccanismo del tax free per gli acquisti effettuati in Italia da turisti extra-Ue. A fronte di un giro d’affari da 6 miliardi di euro annui, il recupero di gettito sarebbe a regime pari a 108 milioni.

Iva su e-book. Nell’agenda dell’esecutivo c’è anche l’equiparazione dell’Iva applicabile su libri cartacei ed e-book (rispettivamente 22% e 4%). «Le norme ancora non ci sono, ma siamo impegnati nel semestre europeo ad affrontare la questione in sede Ue», ha spiegato Franceschini in conferenza stampa, «abbiamo valutato l’impossibilità di portare tutto al 4% e una riduzione al 10% farebbe scattare il procedimento d’infrazione Ue». Come avvenuto (volutamente) in Francia, dove l’aliquota è stata abbassata al 7%. «La provocazione francese c’è già stata», ha concluso il ministro, «e ci aiuterà a porre la questione sul tavolo europeo».

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