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Il figlio di Berneschi “Papà è un deficiente ruba come un pazzo”

Come uno Scrooge genovese, Giovanni Berneschi, 77 anni, secco, irascibile, che impartiva ordini in dialetto, temuto da politici e industriali, innamorato solo dei suoi milioni e del suo orto, aveva tutto ma non l’affetto del figlio che pochi giorni fa ecco cosa diceva del padre: «Questi soldi che sicuramente ha rubato, perché ha rubato, non sono due milioni di euro, se fossero stati due milioni nessuno diceva niente, ma ’sto qua è un folle, un pazzo».

“’Sto qua” è l’ex presidente di Banca Carige e vice presidente nazionale di Abi, finito in carcere con l’accusa di aver truffato la propria azienda e aver riciclato in Svizzera i milioni guadagnati. Ma ciò che colpisce è che l’impietoso giudizio arriva dal figlio Alberto. L’intercettazione è di un colloquio nel parlatorio del carcere dove è reclusa Francesca Amisano, la moglie di Alberto, arrestata con altre cinque persone perché ritenuta complice del suocero.
Già da altre conversazioni dell’inchiesta era emerso come tra padre e figlio non corresse buon sangue, e come quest’ultimo avesse sempre voluto tenersi alla larga dagli affari sporchi del genitore. E la moglie in quei pochi minuti glielo ribadisce: «Io sono tanto contenta quando ho letto quelle cose lì (nell’ordinanza , ndr) tutti dicono che sei una testa matta, che quando senti parlare tuo padre t’incazzi ». E Berneschi junior: «Sei finita in un gioco più grande di te… questi se ne approfittano… stiamo pagando la deficienza di quell’uomo… coglione…».
Ma che la Amisano sia solo una pedina è una tesi che non convince la procura di Genova e neppure il gip che, infatti, ha negato la revoca degli arresti. Anche perché nello stesso colloquio la Amisano, che è amministratrice delle società ritenute “schermo” del suocero, dice al marito: «Sta a sentire una cosa a proposito… se non l’avete già fatto… proprio per quanto riguarda Mb (società al centro dell’inchiesta , ndr)… allora la Mb, adesso, soltanto di contanti ha un milione e 8 in cassa… facciamo quello che vogliamo fare… non ce li tocca più nessuno quei soldi là… perché tu almeno sei rimasto vergine…». Il tentativo di mettere in salvo quei soldi costa la permanenza in carcere alla moglie. Quando al marito, che della Mb possiede la maggioranza delle quote, ha dovuto dimettersi dal suo ruolo di dirigente di Carige Assicurazioni perché aveva omesso di denunciare che alcuni uffici della società erano in affitto proprio in locali della Mb. Un conflitto d’interessi scoperto solo dopo l’arrivo dei finanzieri.
Ieri, intanto, è stato interrogato per cinque ore Andrea Vallebuona, commercialista ed ex consulente di Carige che ha respinto l’accusa di aver fatto acquistare alla Banca società sopravvalutate grazie a perizie di comodo. Avrebbe ammesso il contenuto di una intercettazione, ovvero di aver portato 200 milioni di vecchie lire in Italia nascoste negli slip, ma ha spiegato che si trattava di soldi ereditati da un nonno emigrato in Germania. Al professionista la Finanza ha sequestrato 350mila euro in una fiduciaria milanese, la Eos.
Oggi toccherà a Giovanni Berneschi di essere sentito dal procuratore aggiunto Nicola Piacente e dal pm Silvio Franz. Dice di voler spiegare. Gli inquirenti sperano voglia raccontare di quei soldi accumulati da almeno vent’anni in Svizzera. E capire se l’improvviso rientro di grandi cifre (gli sono stati sequestrati 22 milioni in contanti e titoli) celasse il desiderio di scalare la proprietà della Banca per conquistare, assieme ai soci rimastigli fedeli, uno o due posti in cda in grado di restituirgli un ruolo da primattore.
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