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Il faro su spread e asta BTp

di Isabella Bufacchi

L'asta dei BTp a cinque anni che si tiene questa mattina è una "micro-asta" con una "grande forchetta": un importo minimo di 1,5 miliardi e massimo di 3 miliardi che prudentemente dal Tesoro non è stato appensantito dall'aggiunta extra di BTp off-the-run, quelli fuori corso di emissione che il mercato si attendeva in sintonia con la pratica delle ultime aste. Proprio per questo motivo, per l'ammontare ridotto in offerta rispetto agli standard del rischio-Italia, non sarà un'asta ansiogena: ma resterà pur sempre un'operazione di finanziamento per le casse dello Stato con un fortissmo valore segnaletico. Il mercato e il Tesoro scruteranno il tasso di assegnazione e l'entità della domanda rispetto all'offerta (il "rapporto di copertura") per captare l'umore della comunità finanziaria internazionale alla vigilia delle prime mosse del Governo Monti: i BTp quinquennali sul secondario tuttavia hanno chiuso venerdì in recupero ma pur sempre al 6,57%, rendimento elevatissimo e denso di tensione.

Non è detto che il mercato questa mattina esulterà in risposta alle notizie del fine-settimana politico italiano. «Le dimissioni del premier e l'arrivo di Monti sono state scontate nei prezzi del rally di venerdì – ha ricordato Paul Donovan, chief economist di Ubs -. Monti viene considerato dagli investitori esteri la persona giusta al momento giusto, ed è importante che goda dell'alta stima dei leaders internazionali. Ma la chiave di tutto sta nel modo in cui i mercati reagiranno alle prossime aste italiane». Il clima sull'Italia resta volto in positivo, ma idealmente gli stranieri avrebbero voluto il Governo già insediato questa mattina: le dichiarazioni dei vertici di Pdl e Lega non sono state del tutto rassicuranti ieri e i mercati resteranno vigili nei prossimi giorni e nelle prossime settimane per stabilire fino a che punto Monti avrà il supporto della maggioranza in Parlamento e se gli sarà lasciato il tempo necessario per realizzare le principali riforme per la crescita e le misure correttive per la tenuta dei conti pubblici.

I tempi dell'Esecutivo Monti, come era già accaduto negli ultimi mesi per il Governo Berlusconi, continueranno a essere scanditi dal calendario delle aste e dalle scadenze dei titoli di Stato in arrivo. Entro fine anno, Unicredit prevede l'emissione di 16 miliardi di titoli a medio-lungo termine. Questo importo è rivedibile, potrebbe essere alleggerito, se il nuovo ministro dell'Economia dovesse decidere di attingere ad altri bacini di liquidità in alternativa al mercato: per esempio la linea di credito dell'Fmi da circa 44 miliardi, la disponibilità sul conto di Tesoreria presso la Banca d'Italia o altre formule che il mercato si auspica coinvolgano la Bce.

Il calendario delle aste prevede al momento l'emissione dei BoT a sei mesi e dei CTz il 25 novembre, l'asta dei BTp indicizzati all'inflazione il 28 novembre e poi a chiudere il mese è prevista il 29 novembre l'asta dei BTp a 3 e 10 anni e dei CcT indicizzati all'Euribor. «Il calendario delle aste non si tocca», è il ritornello che ricorre sul mercato, perchè il Tesoro italiano è apprezzato proprio per la sua prevedibilità: anche se i tempi che corrono sono eccezionali. Quello che sicuramente non può cambiare è il calendario dei titoli di Stato in scadenza: il primo novembre si è avuto l'impegnativo rimborso da 15,5 miliardi circa di CcT mentre domani scadono BoT a 12 mesi per 6,05 miliardi (ma il Tesoro ne ha già raccolti 5 miliardi la scorsa settimana); il 30 novembre saranno rimborsati 8,8 miliardi di BoT a sei mesi. Poi si passerà a dicembre, privo di titoli a medio-lungo termine in scadenza ma carico di rimborsi sul breve termine: 4,1 miliardi di BoT annuali, 4 miliardi di BoT trimestrali, 5,5 miliardi di BoT flessibili e 8,8 miliardi di Buoni semestrali. Secondo Barclays, l'asta di oggi andrà bene mentre le emissioni del Tesoro entro la fine dell'anno dovrebbero essere sostenute dagli acquisti della Bce. «Dopo l'insediamento del Governo Monti, il Securities markets programme della Bce potrebbe divenire di maggiore supporto all'Italia», è la speranza che nutrono i traders in BTp da questa mattina.

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