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Il faro degli Usa sulla Bank of England

La richiesta è stata avanzata segretamente, senza cioè alcuna comunicazione ufficiale alle autorità britanniche. Basterebbe questo per dare la sensazione di un possibile incidente diplomatico, sul filo, quantomeno, della correttezza istituzionale, imposta dalla secolare partnership fra Usa e Regno Unito. Ci riferiamo alla notizia diffusa dal Financial Times che cita fonti anonime secondo cui il ministero di giustizia americano intende, di fatto, “controllare” il comportamento della Banca d’Inghilterra nello scandalo Forex, ovvero la manipolazione dei benchmark dei cambi a vantaggio delle banche o dei singoli traders incaricati di indicare il fixing. Le autorità Usa vogliono ascoltare James Pearson responsabile dei cambi a Rbs – una delle banche al centro dello scandalo – nei locali dell’ambasciata Usa a Londra, una mossa che può essere interpretata come atto di sostanziale sfiducia nei confronti della Bank of England. O se si sceglie la via diplomatica, come un approfondimento inatteso dell’indagine. Tanto inatteso da imporre un imbarazzato silenzio. La Banca d’Inghilterra, lo ricordiamo, è oggi al centro di un’inchiesta del Serious fraud office britannico sulle modalità di assegnazione della liquidità nelle aste che si svolsero nei giorni della crisi, ma è anche stata oggetto di un’indagine che si era autoimposta assegnando a Lord Grabiner il compito di scandagliare il caso Forex.
L’inchiesta interna s’è conclusa con la sostanziale assoluzione della BoE, ma con la denuncia del comportamento di un alto funzionario della banca che pure aveva maturato dubbi sulla dinamica del fixing. Perplessità che però non sembra abbiano avuto alcun seguito e, non è chiaro, se per un’eventuale leggerezza dell’istituto centrale o del singolo dipendente. L’uomo è stato allontanato dalla Bank of England per ragioni – è sempre stato precisato – del tutto slegate dal caso Forex. Sviluppi noti che però, quando emersero, non convinsero del tutto la Commissione Tesoro della Camera dei Comuni. L’ultima giravolta è quella di queste ore con gli Usa che arrivano – secondo le notizie non confermate – a interrogare direttamente uno dei banchieri più attivi sul Forex. Gli elementi per immaginare una contrapposizione fra BoE e ministero della giustizia americano ci sono tutti, anche se il riserbo domina.
Non è la prima volta che l’augusto nome della Banca d’Inghilterra è evocato in margine agli scandali. Prima del Forex fu infatti il Libor. E fu proprio alla Commissione Tesoro dei Comuni che l’allora stato maggiore di Barclays – guidato dall’ex ceo Bob Diamond – lasciò intendere di aver agito dopo aver avuto segnali che potevano essere interpretati in modo equivoco dall’istituto centrale. Una deposizione che portò, poco dopo, alle dimissioni di tutta la prima linea della banca britannica.

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