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Il dossier Alitalia va all’esame del cda Air France

Alitalia-Cai a caccia di circa 500 milioni di euro. Secondo indiscrezioni sarebbe questo il fabbisogno finanziario che il vertice della compagnia sta chiedendo sia ai soci sia alle banche.
La questione sarà affrontata ufficialmente il 26 settembre dal consiglio di amministrazione, nel quale verrà esaminata, in ritardo rispetto alla prassi, la relazione sui conti del primo semestre. La perdita netta attesa è superiore ai 200 milioni, peggiore di quella nella prima metà dell’anno scorso (-201 milioni). Già questo dovrebbe portare sottozero il patrimonio netto consolidato, che era di 201 milioni alla fine del 2012. Ma era ridotto a 44 milioni al 31 marzo 2013, in seguito alla perdita di 157 milioni del trimestre.
I contatti sono intensi tra l’amministratore delegato, il “ducatista” Gabriele Del Torchio, con i venti soci italiani e il mondo bancario, al quale si richiede una nuova iniezione di fiducia (e di denaro) a un gruppo che aveva 1.023 milioni di debiti finanziari netti al 31 marzo, dei quali 636 milioni sulla flotta di aerei di proprietà, che si sta assottigliando. Secondo indiscrezioni si profila un’operazione mista nella quale verranno chiesti soldi ai soci e nuovi prestiti alle banche. Queste non intenderebbero concedere altri crediti se non ci fosse anche un intervento sul patrimonio, di fatto azzerato dalle perdite, pari a un miliardo nei primi quattro anni della Cai, più quelle accumulate nel 2013.
La manovra dovrebbe essere compresa tra i 400 e i 500 milioni. Molti soci italiani però sono riluttanti, sei-sette non hanno sottoscritto la loro quota di 55 milioni del prestito convertibile deliberato in febbraio per 150 milioni. Diversi hanno difficoltà finanziarie, alcuni anche guai giudiziari. Emilio Riva, dopo un anno agli arresti domiciliari per l’inquinamento dell’Ilva a Taranto, si è visto sequestrare dai giudici il suo pacchetto del 10,6%, il principale tra i soci italiani, il ligure Orsero (Gfmc) è in rosso ed è coinvolto nello scandalo dei prestiti facili di Banca Carige, Acqua Marcia è travolta dai debiti. Neppure Carlo Toto, Fondiaria-Sai (ora Unipol), gli Angelucci e Pirelli desiderano aprire il portafoglio. Il presidente Roberto Colaninno ha detto in luglio che il nuovo piano di Alitalia prevede l’utile solo nel 2016.
Air France-Klm, il socio più importante con il 25%, secondo Bloomberg riunirà il cda il 23 settembre per decidere se partecipare alla ricapitalizzazione. Air France potrebbe aumentare la sua quota se altri soci dovessero rinunciare. Restano dubbi sull’eventualità che arrivi un cavaliere bianco da Oriente. Etihad di Abu Dhabi non ha mai commentato le indiscrezioni secondo cui potrebbe acquisire il 30%, affiancando Air France con la medesima quota. Tra le ipotesi anche la conversione in capitale di parte dei crediti delle banche, le più esposte sono Unicredit, Intesa Sanpaolo, Mps.
Secondo Bloomberg il cda di Air France dovrà decidere anche se fare un’offerta su Alitalia alla scadenza del diritto di prelazione in caso di vendita di azioni, ma il termine scade il 28 ottobre e difficilmente le carte verranno scoperte in anticipo.
«L’industria italiana del trasporto aereo presenta più difficoltà degli altri competitor», ha osservato il commissario dell’Enac, Vito Riggio.

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