Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Il diritto di rivalsa è retroattivo

Il diritto di rivalsa Iva è retroattivo. La possibilità per il fornitore di richiedere al cliente la maggiore imposta versata a seguito di accertamenti può trovare applicazione anche con riferimento a atti divenuti definitivi prima del 24 gennaio 2012. Si applica, infatti, il principio del favor rei. È quanto emerge dalla sentenza 40/1/2014 della Commissione tributaria di secondo grado di Bolzano, che assume così una posizione diversa rispetto alla circolare 35/E/2013.
Il contenzioso scaturisce da un avviso di accertamento – emesso dall’amministrazione finanziaria nel 2007 per l’errata applicazione dell’aliquota Iva del 10% anziché di quella ordinaria (all’epoca al 20%) – definito dal contribuente tramite acquiescenza con il versamento della maggiore imposta accertata. Ricevuto il pagamento dell’imposta richiesta al cliente a titolo di rivalsa, il contribuente ha emesso e registrato la relativa nota di variazione indicando in dichiarazione l’Iva a debito risultante dalla stessa, il relativo versamento periodico, nonché il versamento della maggiore imposta accertata effettuato in occasione dell’acquiescenza.
L’agenzia delle Entrate ha emesso una cartella di pagamento a seguito di un controllo automatizzato che ha disconosciuto per l’anno 2007 una parte del credito Iva dichiarato, a causa della riscontrata non corrispondenza tra i versamenti di imposta dichiarati e quelli riconosciuti. Il contribuente ha impugnato la cartella, affermando che l’importo contestatogli corrispondeva all’imposta già recuperata dall’ufficio con l’avviso di accertamento.
I giudici di primo grado hanno respinto il ricorso incentrando la decisione sul disposto dell’articolo 60, comma 7, del Dpr 633/1972, che all’epoca dei fatti precludeva espressamente al fornitore il diritto di rivalersi con i clienti dell’imposta pagata in conseguenza di un accertamento che, pertanto, rimaneva definitivamente a suo carico, non potendo confluire nelle liquidazioni periodiche del fornitore.
Così il contribuente ha presentato appello riproponendo le sue doglianze e, soprattutto, evidenziando che nel frattempo la disposizione era stata sostanzialmente modificata dall’articolo 93 del Dl 1/2012.
Il nuovo articolo 60, comma 7, del Dpr 633/1972 stabilisce, infatti, che il fornitore ha il diritto (non l’obbligo) di rivalersi nei confronti del proprio cliente dell’Iva relativa ad avvisi di accertamento o rettifica, a condizione di aver effettivamente pagato all’Erario l’imposta accertata, le sanzioni e gli interessi. Il cliente, dal canto suo, ha diritto a detrarre l’Iva addebitatagli in via di rivalsa a condizione, però, che l’imposta sia stata corrisposta al fornitore.
La circolare 35/E/2013 ha precisato, rispetto alla lettera della norma, che il meccanismo previsto dall’articolo 60 opera solo a condizione che l’accertamento sia divenuto definitivo successivamente al 24 gennaio 2012. La definitività dell’atto può derivare, come nel caso in esame, dalla mancata impugnazione nei termini previsti, anche in conseguenza all’adesione a uno degli istituti deflattivi previsti dall’ordinamento fiscale, quali l’acquiescenza.
Dopo aver ricordato che la precedente disposizione è stata modificata a seguito della procedura di infrazione Ue contro l’Italia, la Commissione altoatesina è giunta a una conclusione diversa dalla circolare 35/E/2013. Il collegio di secondo grado ha, infatti, accolto le doglianze del ricorrente sebbene l’atto di accertamento fosse divenuto definitivo per l’acquiescenza prima del 24 gennaio 2014, attribuendo di fatto al nuovo articolo 60, comma 7, «una “naturale” retroattività dovuta al principio del favor rei».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Almeno per ora il pericolo è scampato. Ma è difficile capire quanto ancora la rete di protezione l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Mario Draghi ha deciso di scrivere personalmente il nuovo Recovery Plan italiano. Lo farà insieme a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Gli sherpa sono al lavoro per invitare Mario Draghi nella capitale francese. Emmanuel Macron vorrebb...

Oggi sulla stampa