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Il dicembre più caldo degli ultimi 5 anni

La tendenza alla crescita è in atto da aprile dello scorso anno. E ha subito una accelerazione negli ultimi cinque mesi. Ma il dato di una variazione del più 7,6% anno su anno nei consumi degli italiani realizzati attraverso l’utilizzo della carta di credito del dicembre scorso può lasciare di stucco. In pratica, nell’ultimo mese dell’anno l’Indice Cashless della spesa realizzata attraverso banda magnetica — dato dalla differenza tra l’aumento della spesa mensile anno su anno e la media mobile dei 12 mesi precedenti — ha segnato un aumento di 4,5 punti. 
Il Barometro Cashless — ricordiamolo — è un indicatore della fiducia dei consumatori elaborato congiuntamente da Corriere Economia e da CartaSi, società leader in Italia nella gestione e nell’emissione di carte di credito. «Il dato della spesa con carta di credito del mese di dicembre può apparire a prima vista entusiasmante, tuttavia deve essere interpretato correttamente», esordisce Francesco Pallavicino, responsabile degli studi di scenario di CartaSi. «Dal mese di ottobre dello scorso anno, infatti, anche gli uffici postali accettano i pagamenti con carta di credito e di conseguenza una grande quantità di adempimenti fiscali e amministrativi transita oggi attraverso il canale digitale. Depurato di questo effetto distorsivo, che vale tra uno e due punti percentuali, il Barometro Cashless mantiene comunque un andamento positivo ma nei limiti di una crescita più modesta», conclude.
I settori
La precisazione sul boom dell’utilizzo della carta di credito per il pagamento di servizi generali sanitari, assicurativi o amministrativi è importante, ma non toglie significato alla tendenza di fondo. Che mostra un andamento di crescita diffuso e tendente al consolidamento in tutti i settori merceologici esaminati dall’ufficio studi di CartaSi. Se si esclude la voce servizi vari (+22,8%) che raccoglie per l’appunto i pagamenti «obbligatori», i comparti che dimostrano la dinamica di crescita più vivace sono quelli del dettaglio non alimentare (+11,7%), gli alberghi e i ristoranti (+10,4%), i viaggi e i trasporti (+8,5%), l’informatica e i beni digitali (+6,2%) e gli alimentari, che nella stagione delle feste natalizie registrano un aumento del 4,3%. Sostanzialmente piatto, ma non negativo, l’andamento di abbigliamento e calzature (ma il dato non comprende i saldi) e dei beni per la casa.
Le punte
Proprio per quanto riguarda il settore alimentare «la tendenza ha premiato i negozi specializzati (+21,3%) on e offline, più che le catene, diffuse quasi esclusivamente nel mondo dei punti vendita fisici. In termini di prodotti, generi che si erano già segnalati in crescita negli ultimi mesi come cialde di caffé, specialità gastronomiche, ortofrutta a domicilio a dicembre hanno registrato un andamento positivo importante dimostrando la capacità di captare nuovi spazi in nicchie di bisogni crescenti», osserva Pallavicino. Anche viaggi e trasporti, favoriti dal calendario, hanno registrato una crescita dell’8,5%, un valore particolarmente rilevante se si considera il tendenziale calo del prezzo dei carburanti. Mentre i beni e i servizi tecnologici, che sono diventati parte integrante dei modelli di acquisto di una fascia sempre più numerosa di consumatori, registrano un significativo aumento del 6,2%, lontano tuttavia dalla crescita a doppia cifra che ha caratterizzato gli anni precedenti.
Lo spazio dell’online
Ed è proprio la tecnologia e il suo utilizzo sempre più pervasivo nelle abitudini di consumo (e di pagamento) degli italiani che accentua altre tendenze di fondo che si osservano da anni. La crescita dell’ecommerce nel mese di dicembre ha messo a segno un valore a doppia cifra, il 28,6% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Gli acquisti online hanno raggiunto un ammontare di 1,4 miliardi di euro, una cifra pari al 16,5% del totale della spesa realizzata attraverso carta di credito. Poiché l’importo di numerosi prodotti digitali (ad esempio le app) è molto basso, si è assistito nel mese a una continuazione del trend di riduzione dell’importo dello scontrino medio, sceso anno su anno del 4,3%, dopo un calo sostanzialmente analogo (-4,2%) di novembre. Ma a conferma di un segnale di ritorno a comportamenti di consumo positivi si deve registrare l’aumento del 5,7% della spesa media di ogni titolare di carta di credito. Dal punto di vista geografico, con una variazione positiva del 7% nelle regioni del Nord Ovest, del 7,2% nel Nord Est, del 9,2% nel Centro e del 7,1% nel Sud e nelle Isole si osserva un trend omogeneo in tutto il Paese. «Un segnale che quando l’orientamento alla spesa è positivo i rialzi tendono ad assumere una dimensione più omogenea rispetto alle fasi di contrazione dei consumi», conclude Pallavicino.
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