Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Il default è un suicidio sociale

Mentre dalla Grecia giungono indiscrezioni su un nuovo accordo da 60 miliardi di euro per il biennio 2012/2013, parzialmente smentite dal ministero delle finanze ellenico, la Bce insiste sulla inutilità di una ristrutturazione del debito greco.

Nel nuovo piano di aiuti è previsto sia il ricorso al Fondo di aiuti (Efsf) sia un'estensione delle attuali scadenze dei titoli di debito.

L'allungamento delle scadenze è considerata dal mercato come una forma di ristrutturazione del debito, che in Grecia sta velocemente arrivando al 150% del pil.

Su questo tema è intervenuto ieri Lorenzo Bini Smaghi, membro del comitato esecutivo della Bce, nel corso del suo intervento al Festival dell'Europa a Firenze.

Quando un paese opta o si sente costretto al default, compie un suicidio politico e sociale che porta tante persone alla povertà, ha sottolineato Bini Smaghi. La ristrutturazione del debito attraverso il default è un'esperienza drammatica per un paese, «un suicidio politico, che porta molte persone alla povertà».

Bini Smaghi ha voluto così porre l'attenzione sulla capacità illusoria che ha il default come arma da agitare contro gli speculatori finanziari: «Ritenere che attraverso regole più esplicite», dalle conseguenze più gravi per un paese, «possa migliorare la capacità dei politici di mettersi al riparo dalla speculazione è un'illusione a cui credono in molti politici». Ed è sbagliato credere che «la governance economica dell'euro possa essere rinforzata da altro, se non da una maggiore responsabilità della politica». Servono cioè «regole e istituzioni europee più forti». Dare regole più severe, che aprano la via più facilmente ai default, «non migliorerebbe affatto la capacità dei mercati di gestire il rischio sovrano. Questa», ha precisato Bini Smaghi, è «la visione di chi ritiene che in quel modo gli investitori peserebbero meglio le conseguenze delle proprie decisioni». È una visione sbagliata tanto nella teoria quanto nella pratica». Il rischio, ha sottolineato Bini Smaghi, «non dipende solo dalla sostenibilità del debito, ma soprattutto dalla volontà di applicare veramente i programmi di aggiustamento».

Per essere più esplicito, Bini Smaghi ha avvertito che permettere alla Grecia di andare in default sul suo debito pubblico creerebbe azzardo morale e potrebbe incentivare altri paesi in difficoltà ad attivare le procedure di insolvenza.

Secondo l'esponente della Bce, bisogna «ripristinare a livello europeo una cultura nella quale se hai un debito lo ripaghi». I 50 mld di euro di privatizzazioni sono la soluzione più semplice per la Grecia. «C'è chi dice che il paese è insolvente, ma la Grecia è ricca, deve solo vendere i suoi asset per ripagare i debiti», ha detto Bini Smaghi, aggiungendo che l'area euro deve rafforzare le norme per far sì che i paesi membri continuino a farne parte, invece che fornire una facile via d'uscita.

Quanto alle forti turbolenze valutarie, Bini Smaghi ha sottolineato che ci stiamo muovendo verso un mondo di valute «multipolare». Lo yuan potrebbe emanciparsi «velocemente» dal dollaro e non essere l'unica tra le valute dei paesi emergenti ad acquisire maggiore importanza.

Infine, una considerazione sulla crisi mondiale, che, per Bini Smaghi, non è ciclica, ma «strutturale» e non affligge solo l'Europa ma l'intero Occidente. Egli ha fatto notare anche che esistono forti differenze tra i paesi dell'area euro e che alcune economie dimostrano di sapersi adeguare rapidamente ai cambiamenti, mentre altre faticano a rimanere prospere.

Nel complesso, il fatto di poter contare sulle istituzioni della Ue e dell'Eurozona è un elemento di «forza» in queste circostanze, ha detto Bini Smaghi.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Entra nel vivo la gara per la conquista di Cedacri, società specializzata nel software per le banch...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il Monte dei Paschi di Siena ha avviato ieri un collocamento rapido di azioni, pari al 2,1% del capi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il giorno dopo il lancio dell’Opa da parte di Crédit Agricole Italia, il Creval valuta le possibi...

Oggi sulla stampa