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Il decreto semplificazioni arriva in Parlamento

La delega segna il passo, nonostante gli sforzi del Parlamento. Solo ieri è arrivato il decreto legislativo sulla semplificazione alla commissione Finanze e Tesoro del Senato, mentre alla commissione Finanze della Camera risulta non pervenuto. Nebbia anche su quello dedicato alle commissioni censuarie, perno della riforma del catasto. Considerando che i rpovvedimenti sono stati approvati dal Governo due settimane fa, la procedura non fa bene sperare su un varo in tempi rapidi dei numerosissimi decreti legislativi attuativi della delega fiscale (legge 23/2014).
La commissione bicamerale “informale”, costituita per iniziativa dei due presidenti delle commissioni parlamentari, Mauro Marino e Daniele Capezzone, però, si muove. E oggi incontrerà il sottosegretario Alberto Legnini, sottosegretario all’Economia. «Avrebbero dovuto esser presentati i decreti delegati su accise, tabacchi e giochi – dice il presidente della commissione Finanze e Tesoro del Senato, Mauro Marino – ma affronteremo solo accise. Oggi è arrivato il decreto semplificazione, con lettera di trasmissione del 1° luglio. Non è arrivato, invece il decreto che regola le nuove funzioni e l’assetto delle commissione censuarie».
I tempi per il parere sono di trenta giorni più un’eventuale richiesta di proroga di altri venti: «Si tratterà anzitutto di capire bene i contenuti del decreto appena arrivato – prosegue Marino –. Mentre per quello sulle Commissioni censuarie siamo pronti a chiedere garanzie precise per una presenza effettiva delle associazioni della proprietà nelle commissioni, questa è diventata un’istanza unanime».
Daniele Capezzone, presidente della commissione Finanze della Camera, è in attesa di conoscere i contenuti del decreto sulle accise che verrà presentato oggi: «Spero che non ci siano aumenti di tasse, incrementare le imposte sulle sigarette sarebbe un clamoroso autogol. E comunque stiamo ancora aspettando i decreti già approvati su semplificazione e catasto».
Continuano, intanto, le audizioni delle associazioni di categoria nell’ambito dell’indagine conoscitiva sui rapporti tra fisco e contribuenti. Ieri è stata la volta dei dottori Agronomi e Forestali e di Confabitare (associazione dei proprietari): il presidente Alberto Zanni ha chiesto di eliminare la dicitura «valore normale, approssimato dai valori medi ordinari» sostituendola con «valore catastale» per evitare equivoci, di allargare la base di raccolta dati a tutte le categorie, associazioni, cittadini che hanno la proprietà e la gestione del patrimonio immobiliare, e di fissare la presenza delle associazioni della proprietà nelle Commissioni. «I dottori agronomi e forestali – dice Marino – hanno chiesto invece l’allargamento della platea di chi è titolato a difendere i contribuenti, e di estendere la partecipazione di soggetti terzi alla Commissione censuaria nazionale».

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