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Il decalogo della riforma forense

La riforma dell’avvocatura è all’atto finale. Il Consiglio nazionale forense ha diramato la settimana scorsa agli Ordini il dossier che spiega la nuova legge di riforma dell’ordinamento professionale, pubblicata venerdì 18 gennaio nella Gazzetta Ufficiale n. 15.
I pareri
La riforma ha avuto un iter travagliato e pieno di polemiche all’esterno (non ultima la bocciatura da parte di Mario Monti) e all’interno. Anche adesso che arriva la fase esecutiva del provvedimento non mancano le contestazioni come quella evidenziata dal segretario generale dell’Associazione nazionale Forense, Ester Perifano: «Dopo un’attesa lunga 80 anni, la montagna ha partorito un topolino: gli avvocati avranno sì il loro nuovo statuto, ma solo dopo che verranno varati i numerosissimi regolamenti attuativi previsti. E’ probabile che difficilmente vengano rispettati i tempi stretti imposti dalla normativa e, man mano che le previsioni vengono approfondite, risultano ancora più evidenti le incongruenze e le lacune di cui abbiamo sempre parlato».
Meno critica la posizione dell’Oua (Organismo unitario dell’avvocatura) come sottolinea il nuovo presidente, Nicola Marino: «Accogliamo con soddisfazione la messa in atto della riforma forense — afferma Marino — anche se ci sarà ancora da lavorare per renderla migliore. Intanto però registriamo il pronunciamento del Consiglio di Stato che censura la proposta concordata a dicembre con il ministero di Giustizia, mettendo in discussione, tra gli altri aspetti, l’accordo sulla quantificazione delle spese forfettarie. Una scelta che ci trova un forte dissenso perché penalizzante per l’avvocatura. Invece per un’ulteriore riforma della categoria, l’Oua, tra le proposte da mettere in campo, sostiene la necessità di una effettiva programmazione del numero in sede di accesso all’Università, mettendo a disposizione una migliore formazione e competenze specifiche orientate al diverso panorama, sempre pià internazionale, in cui si muoverà il giurista del futuro».
Il decalogo delle novità
Per fare chiarezza e cercare di riassumere le novità più importanti della nuova riforma, proviamo a riassumere i dubbi più frequenti con le risposte fornite dallo stesso Consiglio nazionale forense.
eCosa cambia in materia di formazione continua?
L’obbligo di formazione continua è immediatamente operante; così come la sua esenzione per gli avvocati ultrasessantenni o con venticinque anni di iscrizione; restano in vigore le attuali modalità e condizioni per l’assolvimento dell’obbligo fino all’emanazione del regolamento da parte del Cnf.
rÈ possibile costituire società tra avvocati?
No, si potrà farlo solo dopo l’emanazione di un decreto legislativo nel quale sarà comunque esclusa la partecipazione di soci di mero capitale; resta confermata la possibilità, sin da subito, di costituire associazioni professionali e società tra professionisti.
tÈ possibile costituire associazioni multidisciplinari?
No, sino a quando non sarà adottato il regolamento per l’individuazione delle categorie di professionisti che possono partecipare alle associazioni multidisciplinari, da emanarsi entro due anni.
uOccorre stipulare sin da subito la polizza assicurativa per la responsabilità professionale e per infortuni?
No, sino a quando non sarà emanato il regolamento ministeriale.
iLe regole in materia di pattuizione dei compensi e conferimento dell’incarico da quando operano?
Queste due innovazioni entrano in vigore subito
oI parametri previsti dalla legge si applicano immediatamente?
No, perché manca il regolamento ministeriale da adottare entro due anni dall’entrata in vigore.
pEsiste l’obbligo di fornire il preventivo al cliente?
La riforma introduce una serie di obblighi informativi sulla complessità dell’incarico e l’obbligo di fornire un preventivo in forma scritta, ma solo su richiesta del cliente
aQual è la durata del tirocinio?
Resta ferma la durata dei 18 mesi
sLe nuove norme sul tirocinio (sei mesi in Università) e quelle sull’esame di Stato sono immediatamente applicabili?
No, si applicheranno a partire dal terzo anno successivo all’entrata in vigore della legge
dLe nuove norme in materia di continuità dell’esercizio professionale sono immediatamente applicabili?
No, saranno applicabili a partire dall’emanazione del regolamento ministeriale da adottarsi entro due anni dall’entrata in vigore della legge e al regolamento della Cassa forense, da adottare entro un anno.
Ultima nota a margine: è lo stesso Cnf ad annunciare che «sulla base dei criteri di successione di leggi nel tempo, il nuovo ordinamento forense in vigore dal 2 febbraio è destinato a sostituire le attuali norme in materia di professioni». Un aspetto destinato a provocare diversi malumori tra le altre categorie.

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