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«Il debito italiano non è sul tavolo»

Di buon mattino, appena arrivato al G20 che si preannuncia sovrastato dall’impasse sulla questione greca, Pier Carlo Padoan si preoccupa immediatamente di smorzare la polemica con il ministro delle Finanze ellenico Yanis Varoufakis. A caldo, la reazione del responsabile di via XX Settembre era stata secca, subito dopo l’intervista concessa a “Presa diretta” dal vulcanico ministro di Tsipras. Il quale aveva fatto riferimento a non meglio identificati «funzionari italiani che sono d’accordo con noi ma non possono dire la verità, perché anche l’Italia rischia la bancarotta ma teme ritorsioni della Germania». 
Padoan domenica sera si era limitato a un tweet: «Il debito italiano è solido e sostenibile e le parole del ministro greco sono fuori luogo». Ieri, subito dopo l’intervento di fronte ai banchieri dell’Iif (Institute of international finance) ha spiegato che «con Varoufakis ci siamo chiariti, c’è stato uno scambio di messaggi, l’obiettivo è trovare una soluzione condivisa che sia nell’interesse della Grecia e dell’Europa». «Mai detto che Roma rischia il default» ha precisato Varoufakis. E ai giornalisti stranieri che gli chiedevano come fosse nato l’equivoco, Padoan ha parlato di un «fraintendimento giornalistico».
Il ministro non ha rinunciato, però, ad affermare che «non si può mettere in discussione la solidità e la sostenibilità del debito pubblico italiano, che andrà migliorando nel prossimo trimestre e quest’altr’anno». Secondo il responsabile di via XX Settembre tocca ora ad Atene «presentare e considerare con i colleghi dell’Eurogruppo ciò che vogliono fare». Per ora, ha poi rilevato «il piano non c’è. C’è un programma che deve essere completato e la Grecia deve dire cosa vuole fare. Abbiamo sentito tante cose, sapremo dal collega greco quali sono le intenzioni del governo». «L’obiettivo dell’Italia», ha aggiunto «è trovare una soluzione condivisa per la situazione della Grecia, a partire dall’Eurogruppo di mercoledì».
Secondo Padoan «le istituzioni europee sono molto aperte a trovare una soluzione che sia nell’interesse di tutti». Al momento, ha detto «non c’è un piano B. Innanzi tutto dobbiamo vedere il piano A». Ma, in ogni caso, la soluzione all’interno delle regole esistenti è «fattibile e necessaria» scandisce il ministro. Gli è stato poi domandato se ci sarà un prestito ponte: «Non siamo ancora entrati nelle tecnicalità. Ne parleremo all’Eurogruppo» ha risposto il ministro dell’Economia, confermando però, implicitamente che questa scelta, chiesta dalla Grecia ma finora respinta dall’Eurozona, potrebbe essere sul tappeto, come peraltro ipotizzato anche dal ministro francese, Michel Sapin.
Quanto all’Italia, ripete Padoan «la stabilità e la sostenibilità della nostra traiettoria di finanza pubblica è fuori discussione, come hanno certificato tanto la Commissione che i mercati». La questione del «debito italiano non è sul tavolo» afferma, perché i fondamentali dell’economia italiana sono forti, e rileva che «è questo il momento di accelerare sulle riforme, perché il miglioramento del quadro macroeconomico facilita la loro introduzione e rende più evidente il loro impatto». Secondo Padoan anche in Italia la ripresa sta partendo, dopo tre duri anni di recessione e sulla crescita dell’economia italiana quest’anno «ci potrebbero essere sorprese positive».
Infine, durante un’intervista all’emittente televisiva Cnbc il responsabile dell’Economia ha annunciato che «il governo italiano creerà degli strumenti per gestire il problema dei crediti deteriorati delle banche, in stretta cooperazione con la commissione Ue». Sul tema era intervenuto anche il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, al Forex di Milano, chiarendo che un intervento pubblico, a condizioni di assoluto rispetto della normativa Ue di tutela della concorrenza, sarebbe utile per accrescere il flusso dei finanziamenti a imprese e famiglie. E ieri il ministro ha confermato: «Stiamo valutando. L’azione sarà il più possibile orientata al mercato».
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