Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

«Il cuneo banco di prova del governo»

«La riduzione del cuneo fiscale sarà il banco di prova di questo Governo». Da Berlino, il presidente della Confindustria, Giorgio Squinzi, ha sostenuto ieri che l’esecutivo ha recepito la richiesta, ma «se ci crede, deve metterci quello che è necessario, non qualche centinaio di milioni, ma diversi miliardi di euro. Solo così potrà avere un impatto sul costo del lavoro».
Squinzi, che ha presentato un appello a nome delle associazioni imprenditoriali di sei Paesi dell’eurozona alle autorità europee e nazionali perché mettano al centro delle loro politiche la competitività, in un incontro che ha messo al centro i temi delle imprese europee a controllo familiare, ha affermato che «idealmente, va eliminato il costo del lavoro dalla base imponibile dell’Irap e ridotto di una decina di punti il costo del lavoro in termini contributivi e fiscali. Se non si può fare tutto, va tagliato il costo del lavoro dall’Irap almeno per i prodotti destinati all’export. È una penalizzazione netta delle nostre imprese».
È più urgente intervenire sul costo del lavoro e sul pagamento dei debiti della pubblica amministrazione, rispetto ad altre misure, dato che le risorse sono limitate, ha detto il presidente di Confindustria risponendo a una domanda sulla priorità assegnata dal Governo all’abolizione dell’Imu e alla possibile eliminazione dell’aumento dell’Iva. Sugli arretrati della Pa, «Confindustria chiede da parecchi mesi che si faccia di più. Siamo lontani dall’essere soddisfatti. Tra l’altro i nostri studi dimostrano che il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione può favorire la ripresa dell’economia».
Squinzi è dell’avviso tuttavia che «il Governo, che ci auguriamo che possa continuare a operare, ha fatto dei passi tutti nella direzione giusta, ma troppo piccoli e troppo lenti. Bisogna accelerare». Sull’impasse politica, si è detto «perplesso, come tutti gli italiani», mentre è convinto che «l’incertezza sicuramente pesa. La riprova semplicissima è lo spread spagnolo più basso di quello italiano. Riflette un problema di credibilità della nostra politica, quando i fondamentali dell’Italia, certamente come Paese manifatturiero, sono migliori di quelli della Spagna».
A fronte del miglioramento della congiuntura internazionale, resta, secondo il capo degli industriali italiani, una situazione «drammatica» nel nostro Paese, con una perdita del 25% dei volumi produttivi, un calo del pil del 9% e un aumento della disoccupazione di 3 milioni di unità. Per questo, la priorità va assegnata alla crescita. «Senza una crescita forte – ha affermato Squinzi – è difficile creare lavoro».
Davanti alla politica dell’austerità, il presidente di Confindustria ha osservato che «maggior flessibilità negli obiettivi di bilancio poterebbe dare qualche risultato» in termini di crescita e che «non possiamo solo applicare il rigore. Di rigore si può anche morire», ha aggiunto, citando il presidente del Consiglio, Enrico Letta. Vanno create le condizioni, secondo Squinzi, perché gli investitori italiani ed esteri credano nel Paese, va ricreata la fiducia.
Nel loro appello, le Confindustrie di Italia, Germania, Francia, Spagna, Olanda e Austria chiedono «politiche ambiziose per rafforzare l’euro», che passino da riforme strutturali e creazione dell’unione bancaria, ma soprattutto da politiche per la competitività: una politica energetica e del clima, il taglio della burocrazia e delle regole eccessive, la mobilitazione di ricerca e innovazione fra pubblico e privato, il completamento del mercato unico, l’espansione delle infrastrutture europee. È importante anche il patto transatlantico per il commercio e gli investimenti (Ttip) per il quale sono appena cominciati i negoziati. Le imprese europee a controllo familiare, che, dati alla mano, sono la spina dorsale delle maggiori economie dell’eurozona, sono pronte, conclude l’appello, a contribuire a una strategia per la competitività industriale al Consiglio europeo del febbraio 2014.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

La Bce si libera le mani per tenere i tassi ai minimi ancora a lungo, nella sfida decennale per cen...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Vivendi fa un passo indietro in Mediaset, e Fininvest uno in avanti nel capitale di Cologno monzese...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La riforma fiscale partirà con il taglio del cuneo, cioè la differenza tra il costo del lavoro e ...

Oggi sulla stampa