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Il Cud «spalma» le deduzioni

La novità più rilevante del nuovo Cud, in scadenza venerdì 28 febbraio, è l’introduzione della casella 130, in cui il sostituto dovrà esporre quella parte non dedotta nel 2013 di oneri rappresentati (esclusivamente) dalle «somme restituite al soggetto erogatore già tassate in anni precedenti» di cui alla lettera d-bis del comma 1 dell’articolo 10 del Tuir.
Tale onere, se dedotto, è indicato unitamente agli altri nel punto 129, mentre l’eventuale quota non dedotta (per esempio a causa di incapienza del reddito) deve essere esposta nel punto 130.
L’introduzione di questo punto è legata alla modifica della norma, effettuata dall’articolo 1, comma 174, della legge di stabilità 2014, secondo cui in caso di impossibilità di recuperare nell’anno della restituzione l’intero importo dell’onere deducibile, il recupero potrà avvenire anche negli anni successivi o con rimborso da richiedere all’amministrazione finanziaria.
Con questa finalità deve essere altresì compilata la nuova annotazione CG.
Poiché le procedure paghe difficilmente, almeno quest’anno, saranno in grado di gestire questa casistica particolare in modo automatico, il sostituto dovrà fare mente locale e verificare se nel 2013 ha gestito situazioni di questo tipo (per esempio recupero di somme per effetto di riforme di sentenze, recupero di competenze ferie fruite in eccesso rispetto al maturato da un lavoratore cessato), al fine di consentire al percipiente di recuperare in sede di dichiarazione dei redditi da presentare nel 2014 (o in anni successivi) le imposte già versate sulle somme restituite nel corso del 2013.
Importante, al fine di non commettere errori in sede di dichiarazione, è la nuova annotazione CC funzionale a precisare che nel caso di contributi per previdenza complementare certificati in più Cud non conguagliati, è necessario verificare che non siano stati superati i limiti previsti dalle norme.
Si tratta di un vero e proprio “alert” destinato ai dipendenti per cui il sostituto ha versato e dedotto contributi di previdenza complementare, funzionale ad avvertirli di effettuare la specifica verifica in sede di dichiarazione annuale (sono frequenti in questo periodo gli accertamenti automatici riferiti proprio al superamento del tetto annuo di deducibilità di 5.164,57 euro per effetto del cumulo dei contributi versati in diversi rapporti di lavoro).
Nuova è altresì l’annotazione AC, da utilizzarsi nel caso di rapporto di lavoro iniziato/cessato in corso d’anno se il sostituto d’imposta ha riconosciuto la detrazione per carichi familiari limitatamente al periodo di lavoro, in quanto il lavoratore non ne ha chiesto l’applicazione per l’intero anno.
Anche questa annotazione suona come un’avvertenza per il lavoratore di sfruttare la possibilità prevista dall’articolo 12 del Tuir per fruire in sede di dichiarazione dei redditi delle detrazioni per carichi di famiglia per tutto il periodo di spettanza e non solo in relazione alla durata del rapporto di lavoro.
Infine anche quest’anno le istruzioni precisano che la certificazione deve essere rilasciata anche per i redditi che, per effetto di specifiche disposizioni normative, sono stati considerati esenti da imposizione. Mentre lo scorso anno in extremis l’amministrazione finanziaria aveva consentito al sostituto di non adeguarsi, quest’anno la regola deve intendersi a regime.
La lista dei redditi esenti riportata nelle istruzioni ministeriali è stata implementata e include le retribuzioni corrisposte da enti e organismi internazionali, le borse/assegni di studio e di ricerca esentate da specifiche disposizioni normative (per esempio le leggi 398/1989, 210/1998, 240/2010), le somme esenti corrisposte dall’Inail o dall’Inps.
L’informazione relativa al reddito esente dovrà essere fornita attraverso l’annotazione BQ, in cui deve essere indicato l’importo del reddito percepito considerato esente per espressa previsione di legge.
L’annotazione AJ, invece, riguarda la specifica casistica dei redditi che sono stati parzialmente o totalmente esentati da imposizione in Italia, in quanto tassati nello Stato estero di residenza fiscale del percipiente, per effetto dell’applicazione di una convenzione contro le doppie imposizioni.

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