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Il credito ora si chiede a breve

Finanziamenti a breve termine e per ottenere liquidità più che per investire. È la tendenza rilevata leggendo gli ultimi dati del comitato di gestione del fondo nazionale di garanzia, diffusa dal ministero dello sviluppo economico negli scorsi giorni, secondo cui, nel corso del 2012 sono pervenute al Fondo oltre 62 mila richieste di garanzia.

Nell’arco dell’anno sono state accolte circa 61.400 operazioni, con un incremento dell’11,2% rispetto all’anno precedente, per un volume complessivo di finanziamenti accolti pari a 8,2 miliardi e un importo garantito pari a 4 miliardi. L’aspetto interessante dell’analisi offerta dalla relazione è che la quasi totalità delle aziende non ha dovuto offrire garanzie reali per ottenere i finanziamenti bancari supportati dal Fondo; infatti, solamente lo 0,5% ha presentato garanzie costituite da ipoteche o da pegni. Le operazioni a fronte di investimento hanno attivato volumi pari complessivamente a 2,3 miliardi di euro.

Inoltre sono disponibili anche per il 2013 le risorse del Fondo nazionale di garanzia che supporta le pmi nell’accesso al credito per finanziare investimenti, consolidare i debiti e ripristinare la liquidità. Le piccole e medie imprese possono sfruttare la garanzia pubblica del Fondo per accedere al credito e spuntare condizioni più favorevoli rispetto alle normali di mercato.

Dal 1° gennaio 2000, avvio del fondo, al 31 dicembre 2012, in 13 anni di operatività, il fondo ha assistito finanziamenti per 41,5 miliardi di euro con un corrispondente importo garantito di 21,7 miliardi di euro per un totale di quasi 248 mila operazioni accolte.

Si inverte la tendenza sulla durata dei finanziamenti. Dopo un 2011 dove la durata più richiesta sulle operazioni garantite dal Fondo era stata il medio termine, nel 2012 le operazioni a breve termine sono passate al 54,1% del totale. Altro dato molto interessante è che, a fronte delle oltre 61 mila domande accolte, la gran parte delle imprese, ben l’83,6% del totale, ha fatto ricorso alla garanzia per esigenze di liquidità, rispetto agli investimenti. Si tratta ovviamente di un dato che riflette la situazione attuale in cui le aziende sono alla ricerca di finanziamenti per la spesa corrente, più che per investire a lungo termine.

In calo il taglio medio delle operazioni. Passa da 151 mila euro nel 2011 a 133 mila euro nel 2012 il taglio medio delle operazioni finanziarie garantite dal Fondo. Si tratta di una riduzione importante che si attesta sul 12% rispetto all’anno precedente. Questo dato permette quindi di ottenere l’identikit dell’operazione tipo delle pmi italiane nel 2012: un finanziamento a breve termine per liquidità dell’importo di circa 130 mila euro.

Oltre il 70% delle operazioni è inferiore a 100 mila euro. Il Fondo di Garanzia si conferma come strumento al servizio delle imprese più piccole. Ben il 70% delle operazioni accolte nel 2012 ha un taglio inferiore ai 100 mila euro. Sono invece solamente 566 le operazioni che prevedono un importo superiore al milione di euro.

Domande condizionate dalle modifiche di dicembre 2012. Il taglio al 30% della copertura del fondo sulle operazioni di consolidamento, oltre all’introduzione di commissioni per operazioni precedentemente gratuite, ha portato a una dinamica particolare delle domande a dicembre 2012. Dal 1° al 6 dicembre, cioè negli ultimi giorni in cui vigevano le vecchie regole, si è registrata una dinamica espansiva delle domande pari al +56,9% rispetto allo stesso periodo del 2011. Dal 7 dicembre 2012, giorno di entrata in vigore delle nuove disposizioni operative del Fondo, al 31 dicembre si è rilevata un’evoluzione negativa, pari al 43,4%. Le pmi hanno quindi ben afferrato il senso delle modifiche e si sono affrettate per poter rientrare nella vecchia normativa.

Aumenta il ricorso dalla garanzia nel Centro e nel Nord. Le domande presentate dalle imprese del Mezzogiorno sono sostanzialmente stabili dal 2011 al 2012. Si è registrato invece un sensibile aumento nelle istanze di accesso presentate da pmi del Nord e del Centro, ben oltre il 15%. La gran parte delle domande accolte riguarda imprese localizzate nel Nord che rappresentano il 48,5% del totale, seguito dal Mezzogiorno con il 31,2% del totale e, infine, dal centro con il restante 20% circa delle domande. Per quanto riguarda i settori, è l’industria a trainare la domanda di garanzie con oltre il 43% delle istanze, seguita dal commercio con il 33% e dai servizi con il 15% del totale. Una domanda su cinque è invece stata presentata da un’impresa artigiana. Il 3% delle domande riguarda invece il settore dell’autotrasporto di merci che ha visto un aumento del 17% rispetto all’anno 2011.

Strumento di spicco per le start-up. Il Fondo di garanzia si dimostra sempre più uno strumento importantissimo per agevolare l’avvio di nuove imprese. Al 31 dicembre 2012, le operazioni accolte relative a imprese start up sono 13.468, pari al 21,9% del totale, per un ammontare di finanziamenti pari a 1,4 miliardi di euro e un importo garantito pari a 636,0 milioni di euro. Per una start up, infatti, il poter contare su una garanzia pubblica per ottenere credito rappresenta spesso una condizione indispensabile per avviare l’attività.

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