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Il credito cambia trend

Recentemente i due giganti del credito domestico hanno evidenziato un tentativo di ripresa.

Studiando il grafico di Unicredit salta all’occhio il cambiamento del trend nelle ultime settimane: dopo una estesa fase ribassista durata dal top di febbraio a 4,65 al minimo di metà maggio a 2,36 euro i prezzi hanno avviato un trend laterale. Difficile fornire a priori una interpretazione della natura della fase laterale, tuttavia il fatto che i prezzi abbiano interrotto la discesa una volta giunti in prossimità del supporto offerto a 2,20 dai minimi (storici) di gennaio sembra significare che almeno per il momento il mercato non ritiene giustificato un ulteriore deprezzamento dei corsi. Il superamento del picco dell’11 giugno a 2,85 circa consentirebbe di leggere il recente trading range come un doppio minimo, figura dalle implicazioni rialziste che proietta un obiettivo almeno pari alla propria ampiezza. Il target del doppio minimo si colloca quindi in area 3,35, quota coincidente con la media mobile a 100 giorni. La rottura anche di questa resistenza consentirebbe di valutare il rimbalzo come un tentativo di inversione rialzista, per quello che riguarda il medio termine almeno, con obiettivi fino in area 4 euro. Discese sotto area 2,35 negherebbero invece le ipotesi di ripresa prospettando il proseguimento del trend ribassista precedente.

Il grafico di Intesa Sanpaolo mostra analogie con quello di Unicredit. Tuttavia, negli ultimi mesi le due curve hanno iniziato a mostrare un certo grado di indipendenza: l’indice di correlazione calcolato per i due titoli su base annua si è mantenuto fino alla fine del 2011 su livelli molto elevati, anche prossimi all’unità, per scendere recentemente in area 0,55/0,60. La forza relativa invece, misura del rapporto esistente tra i due titoli, è tornata sostanzialmente orizzontale. Anche in questo caso è possibile individuare nelle ultime settimane la creazione di una fase laterale, disegnata a partire dai minimi di metà maggio a 0,942, fase che potrebbe dimostrarsi un doppio minimo a patto che i prezzi trovino la forza per salire oltre il top dell’11 giugno a 1,153. Attesi in quel caso movimenti verso 1,36, resistenza intermedia a 1,27, media mobile a 100 giorni. La rottura di 1,36 fornirebbe un segnale rialzista valido anche per il medio termine, anticipatore di movimenti sui massimi di inizio anno a 1,65. Quadro grafico decisamente deteriorato invece in caso di discese sotto i minimi di 0,942, con i prezzi che potrebbero scendere fino a 0,75 circa prima di incontrare un nuovo supporto rilevante.

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