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Il Credit Suisse accelera sull’utile

Credit Suisse ha chiuso il primo trimestre di quest’anno con un utile netto di 1,05 miliardi di franchi, il 23% in più sullo stesso periodo dell’anno scorso (+53% sul trimestre precedente). Per il gruppo bancario elvetico si tratta del miglior risultato trimestrale da due anni. Al risultato il gruppo è arrivato anche grazie anche alla forte attività registrata sui mercati finanziari. Lo scossone provocato a metà gennaio scorso dalla fine della soglia di cambio euro-franco in Svizzera, il maxi programma di acquisto di titoli in via di attuazione da parte della Banca centrale europea, le indicazioni su un probabile prossimo rialzo dei tassi negli Usa hanno contribuito a muovere ulteriormente i mercati, spingendo maggiormente gli investitori a operare su azioni, obbligazioni e valute. Un quadro in cui il gruppo Credit Suisse è riuscito ad incrementare ricavi e redditività.
L’utile ante imposte del ramo Investment banking del gruppo è stato nei primi tre mesi del 2015 pari 945 milioni di franchi, in crescita del 14% sull’anno prima. Il risultato prima delle imposte della divisione Private Banking e Wealth Management è invece sceso del 18%, a 834 milioni. La divisione ha però registrato afflussi netti di capitali per 17 miliardi di franchi. Il segmento Wealth Management Clients ha visto un miglioramento dei margini e della redditività. Il gruppo svizzero ha rafforzato la sua base di capitale. Sul versante dei costi, dal 2011 (anno di avvio del piano di riduzione dei costi stessi) sino al primo trimestre 2015 Credit Suisse ha realizzato risparmi per 3,6 miliardi di franchi; entro fine anno il gruppo arriverà a 4-4,25 miliardi.
«Abbiamo chiuso un altro trimestre caratterizzato da una performance solida e costante», ha dichiarato il ceo di Credit Suisse, l’americano Brady Dougan. Per quel che riguarda il rafforzamento del franco, Dougan ha parlato di una risposta rapida e attiva, che ha permesso alla banca di attenuare gli effetti penalizzanti sui risultati. Il ceo ha affermato che, sulla base dell’andamento sinora visto, la dinamica positiva per Credit Suisse proseguirà nel secondo trimestre 2015. A fine giugno Dougan lascerà la carica, gli subentrerà il franco-ivoriano Tidjane Thiam, sinora ceo del gruppo assicurativo britannico Prudential. Investitori e analisti guardano dunque anche alla possibili mosse del futuro ceo di Credit Suisse. Le previsioni prevalenti indicano un possibile piano di espansione soprattutto sui mercati asiatici. Quanto ai futuri bilanciamenti tra investment banking e private banking (business principale del gruppo), i pareri degli esperti sono diversi, anche se molti fanno notare che Thiam ha un’esperienza professionale più vicina al secondo.
Nonostante i buoni risultati del primo trimestre, il titolo Credit Suisse ieri a Zurigo è sceso del 2%, a 26,26 franchi. Una parte del mercati si aspetta forse dati ancora migliori. L’impressione di una parte consistente degli operatori è però che si sia trattato soprattutto di prese di beneficio, considerando che da metà febbraio a ieri l’azione Credit Suisse è salita del 38%.

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