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Il Covid 19 gonfia le spese fiscali

Il Covid 19 spinge le spese fiscali. Sono state 602 nel 2020 con una crescita del 9% rispetto all’anno precedente e con un costo a carico dello stato (in termini di minor gettito) superiore ai 68 mld. Lo certifica la Corte dei conti, nel Rapporto 2021 sul coordinamento della finanza pubblica del 28 maggio 2021, puntando l’indice contro un sistema di deduzioni, detrazioni e crediti di imposta in costante crescita.

Nell’ambito di una analisi in prospettiva di riforma fiscale i giudici contabili, con riguardo al sistema di sconti fiscali previsti a vario titolo dal legislatore, i giudici contabili evidenziano che «nell’ultimo anno si è assistito a un considerevole aumento dei provvedimenti di agevolazione tributaria che sono passati dalle 533 unità censite nel 2019 a 602 nel 2020». Un aumento del 9 per cento, che porta la stima complessiva del minor gettito a superare i 68 miliardi, con una crescita che va in direzione contraria alle ipotesi di riforma e taglio delle spese fiscali che si rincorrono periodicamente. «Questo notevolissimo aumento rispetto al 2019», confermano i giudici, «è in parte ricollegabile ai provvedimenti introdotti per stimolare l’economia e ristorare alcune spese ricollegabili alla situazione della pandemia da Covid-19», anche se la tendenza a incrementare l’uso delle agevolazioni fiscali e trattamenti di favore era già ampiamente visibile negli scorsi anni.

La maggior parte degli sconti fiscali fanno leva sull’Irpef. «Sulla base del Rapporto annuale sulle spese fiscali allegato al disegno di legge di bilancio per il 2021 e considerando alcuni provvedimenti successivi contenuti nella prima parte della stessa legge di bilancio 2021, si sono individuati 256 provvedimenti che fanno riferimento a spese fiscali e che interessano, anche se non sempre esclusivamente, l’imposta sul reddito delle persone fisiche. L’effetto finanziario complessivo stimato per il 2021 supera i 53 miliardi di euro», si legge nel documento. Per la Corte dei conti la stima di minor gettito è in difetto considerato che nel 13,3% di spese analizzate non sono state fornite stime sull’ammontare delle risorse impegnate.about:blank

Sull’evoluzione del metodo normativo la Corte poi evidenzia come nel corso degli anni le norme che introducono i meccanismi di sconto fiscale sono modificate da provvedimenti di carattere generale come le leggi di bilancio.

Nell’evoluzione delle spese fiscali si registra, inoltre, una crescita del meccanismo dei crediti di imposta, che prendono più spazio in termini di effetti finanziari rispetto ai più tradizionali schemi di deduzioni e detrazioni. «Per quanto riguarda la natura delle spese fiscali», conferma la Corte, «le deduzioni e detrazioni sono prevalenti sia in termini di numerosità, sia in termini di gettito, ma con un effetto finanziario appena sopra la media. I crediti di imposta e bonus, introdotti in tempi più recenti, hanno invece un effetto pari a oltre tre volte quello medio».

Nell’ambito dei crediti di imposta un’analisi più di dettaglio è riservata agli sconti per le ristrutturazioni edilizie. Il gruppo di spese fiscali più consistente è infatti quello che ha la finalità di incentivare l’acquisto e la ristrutturazione del patrimonio immobiliare che determina un minor gettito stimato in oltre 20 miliardi nel 2021.

Una prova del impiego elevato di questi sconti fiscali è data anche dal peso che hanno nelle dichiarazioni dei redditi sulle detrazioni. «Guardando al valore delle detrazioni per la ristrutturazione del patrimonio edilizio in prospettiva storica, si nota» osserva la magistratura contabile, «una crescita media annua di circa il 14% che ha portato a espandere rapidamente anche il peso delle spese di ristrutturazione edilizia tra le principali detrazioni delle dichiarazioni Irpef».

In un esame di dati ancora senza il superbonus, il ruolo delle spese edilizie e degli interventi per il risparmio energetico è in netta espansione: «per le spese edilizie si è infatti passati dai 2 miliardi del 2009, ai 6,7 miliardi nel 2018 fino ai 8,3 miliardi stimati per il 2021. In termini di peso sulle principali detrazioni si è passati dal 3,2 per cento del 2009 al 9,6 per cento del 2018. Per la riqualificazione energetica, la crescita è stata dall’1,8 per cento del 2009 (circa 1,1 miliardi di detrazioni) al 2,4 per cento del 2018. La stima per il 2021 (Tavola 6) è in ulteriore forte espansione con 2,8 miliardi», anche se, conclude la Corte, questo tipo di agevolazione ha un carattere regressivo considerando la sua applicazione come proprietà immobiliare intesa come prima casa, a contribuenti ricchi

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