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Il cortile è disponibile a turno

I problemi di sosta e parcheggio delle auto nelle parti comuni si risolvono con il criterio dell’uso indiretto o turnario, che consente di contemperare le diverse necessità dei condomini. È quanto ha opportunamente evidenziato la seconda sezione civile della Corte di cassazione con la recente sentenza n. 6178 del 17 marzo scorso.

Il caso concreto. Nella specie il proprietario di un appartamento, sito in un edificio al quale si accedeva attraverso un piccolo cortile in comproprietà con altri soggetti che abitavano in altri fabbricati prospicienti, su detta area aveva citato in giudizio uno dei vicini, che aveva occupato il predetto spazio comune con vasi e piante ornamentali che intralciavano il diritto di accesso con gli autoveicoli e lo stesso diritto di transito alle singole proprietà private, chiedendo il ripristino dello stato dei luoghi. Tuttavia, una volta integrato il contraddittorio nei confronti di tutti gli altri comproprietari, sia in primo che in secondo grado i giudici avevano respinto le istanze del predetto comproprietario, ritenendo addirittura che il passaggio delle automobili nel cortile non fosse legittimo, in quanto l’originaria e naturale destinazione di esso sarebbe stata esclusivamente quella di fornire aria e luce alle abitazioni e di consentire il transito pedonale. Viceversa, secondo la corte di appello, sarebbe stato perfettamente legittimo il contestato posizionamento di vasi e piante ornamentali realizzato da uno dei comproprietari, perché lo stesso non avrebbe compromesso il pari uso del bene comune, come previsto dall’art. 1102 c.c..

La decisione della Suprema corte. La seconda sezione civile della Cassazione, ribaltando quanto deciso nei precedenti gradi di giudizio, ha quindi meglio chiarito le modalità di applicazione del principio di cui all’art. 1102 c.c., spiegando chiaramente come del medesimo bene comune possano essere realizzati utilizzi diversi dai comproprietari, anche nei casi in cui un uso sembri apparentemente escludere l’altro. E questo grazie al c.d. principio turnario, in base al quale l’impossibilità di un determinato uso contemporaneo del bene comune non comporta senz’altro il divieto di tale utilizzo in via occasionale da parte dei singoli comproprietari. In altri termini è del tutto ammissibile un avvicendamento dei vari comproprietari nell’utilizzo del bene comune e questo non soltanto per il medesimo tipo di uso (come nel caso classico della mancanza di spazio sufficiente per la sosta o il parcheggio delle autovetture di tutti i condomini), ma anche in relazione a tipologie diverse di uso (per esempio qualora i condomini abbiano rispettivamente bisogno del cortile per parcheggiare l’auto, per depositare temporaneamente del materiale di risulta derivante da lavori di ristrutturazione nel proprio appartamento o per far sostare la gru che debba trasportare mobili e suppellettili a un piano alto nel corso di un trasloco).

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