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«Il controllo di Alitalia resta in Europa»

Il governo italiano ha garantito alla Commissione europea che il tentativo di salvataggio di Alitalia, attraverso un accordo con il vettore arabo Etihad, rispetterà la normativa europea mantenendo il controllo nelle mani di azionisti Ue. Lo ha annunciato il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi a Bruxelles, dopo un incontro con il commissario per i Trasporti, l’estone Siim Kallas, e con quello per la Concorrenza, lo spagnolo Joaquin Almunia, che controllano il rispetto del vincolo di proprietà Ue. L’eventuale accordo con Etihad deve poi essere approvato dalla Commissione europea. 
«Ci atterremo puntualmente a tutte le prescrizioni previste dalla Ue — ha dichiarato Lupi —. Ho rassicurato la Commissione che l’accordo tra Alitalia ed Etihad, qualora si dovesse fare, vedrà la maggioranza azionaria e il controllo da parte di soci europei». Il ministro ha escluso trasferimenti anomali delle perdite. «Non ci sarà una bad company, che prende i debiti e li scarica su altri, e una new company, che investe le risorse», ha detto Lupi.
Le banche, che hanno finanziato il tentativo di salvataggio di Alitalia della cordata di Roberto Colaninno (che era stato promosso dal governo di Silvio Berlusconi insieme a Intesa Sanpaolo), appoggerebbero l’accordo con Etihad. «Sono molto coscienti nel fare la loro parte — ha sostenuto Lupi —. Ognuno si assumerà le proprie responsabilità».
La proposta di Etihad dovrebbe essere valutata nel consiglio di amministrazione Alitalia di domani e nel successivo previsto la prossima settimana. Lupi ha detto di aver aggiornato la Commissione «sugli sviluppi della trattativa» e della «massima disponibilità del governo» a fornire gli aggiornamenti.
Un problema delicato, oltre all’indebitamento, appare la riduzione del personale pretesa dal partner arabo. Il ministro dei Trasporti non ha voluto confermare l’ipotesi di 2.400-2.500 esuberi. «Vorrei vedere il piano industriale — ha detto —. Poi ci sarà il confronto con i sindacati. A fronte della certezza che si sopravvive, si può discutere di tutto. A fronte del fallimento o della regionalizzazione della compagnia non si può discutere di nulla».
Lupi ha negato penalizzazioni per l’aeroporto lombardo di Malpensa. «Ho sentito polemiche inutili riguardo a un’eventuale concorrenza tra Fiumicino e Malpensa — ha dichiarato —. Oggi Alitalia trasporta da Malpensa verso il mondo 250 mila passeggeri. Nel piano industriale presentato al governo si passerebbe immediatamente a 500 mila passeggeri, da 11 frequenze internazionali a 25.».

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