Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

«Il controllo degli appalti resti all’Anac»

Giuseppe Busia, 52 anni, nominato presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione dal governo di 5 Stelle e Pd, ha molti dubbi. Non è convinto da ciò che filtra delle semplificazione degli appalti che dovrebbe essere contenuta in un disegno di legge da varare entro l’anno. È perplesso all’idea che circola di abbreviare e semplificare il codice degli appalti, per renderlo più adatto a un Paese impegnato a investire oltre 200 miliardi di fondi europei in cinque anni.

Presidente Busia, il codice degli appalti ha 220 articoli: il doppio del corrispondente testo tedesco. Troppi?

«Dipende. Si può introdurre molta complicazione in un solo comma e molta semplificazione in cento articoli. Non credo che il codice degli appalti possa essere riscritto completamente, come si legge, perché in gran parte è l’attuazione di una direttiva europea».

Con molte aggiunte, però.

«Sarebbe stato meglio un regolamento europeo direttamente applicabile. Ma in questo modo, ad esempio, l’Italia ha potuto adattare le regole al contesto nazionale, fatto di piccole e medie imprese».

Il governo sembra orientato a ridimensionare il ruolo dell’Anac, non nella prevenzione della corruzione ma come regolatore dei contratti pubblici. In effetti non sembra quello il ruolo di un’autorità come la vostra, no?

«Lo è, invece. Noi nasciamo dalla fusione con l‘Autorità di vigilanza dei contratti pubblici, la quale deve applicare le direttive europee. Siamo l’autorità che garantisce la concorrenza dei contratti pubblici. E la concorrenza è ciò che serve perché le imprese migliori possano crescere».

Molti imprenditori lamentano che i controlli preventivi dell’Anac su eventuali casi di corruzione rallentano gli investimenti.

«Quel che registro io dagli imprenditori è il timore che gli affidamenti diretti da parte delle amministrazioni diventino un ostacolo alla concorrenza. E in effetti l’aver alzato a 139 mila euro la soglia per gli affidamenti diretti, in particolare per servizi e forniture, come si fa con il decreto Semplificazioni, rischia di penalizzare troppo la concorrenza».

Si pensa ora di obbligare le amministrazioni a spiegare all’Antitrust i motivi per cui affidano certi lavori a società che esse stesse controllano. Buona idea?

«Quella norma esiste già, le amministrazioni devono motivare presso di noi le loro scelte di fare affidamenti in house. Noi abbiamo già il personale qualificato per svolgere questa funzione».

Allora perché lei ha lamentato spesso che vi mancano persone qualificate?

«Questo è un problema in via di soluzione. Un emendamento al testo di riforma della pubblica amministrazione, firmatario Marcucci ex capogruppo del Pd e approvato dalla Commissione Bilancio, prevede stanziamenti per una trentina di nuove assunzioni all’Anac. Grazie ad esse potremo fare di più, e aiutare le amministrazioni a svolgere correttamente le gare».

Lei cosa propone?

«Dobbiamo lavorare maggiormente sulla digitalizzazione e la banca dati dei contratti pubblici. La nostra oggi è davvero molto completa, ha un grande potenziale. Si possono accelerare tutti i controlli. Sa, visto dall’estero, quello che conta è soprattutto che ci sia una solidità dell’impianto e un controllo indipendente. Dobbiamo dare segnali di rafforzamento e mantenimento della legislazione anticorruzione».

Ma far regolare gli appalti a un’autorità «anticorruzione» non dà il messaggio a priori, per un investitore, che l’illegalità in Italia sia ovunque?

«Autorità Anticorruzione esistono in diversi Paesi. Oggi il giudizio della corruzione si basa sulla percezione espressa nei sondaggi. Quella è sempre molto alta. Ma noi stiamo insistendo nelle sedi internazionali perché la corruzione sia misurata con criteri più oggettivi. Dunque per dare un’immagine più obiettiva dell’Italia».

Come si trovano criteri oggettivi?

«Usando le banche dati. Per capire per esempio se certi appalti sono frazionati per dare affidamenti sempre alle stesse imprese. O se ci sono imprese che vincono con frequenza anomala».

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Generali prepara una task force di consiglieri per rendere più condivisa e indipendente la gestazi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La Federal Reserve vede un orizzonte sereno, perciò si prepara a ridimensionare gradualmente le mi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il governo è pronto a varare nella riunione di oggi la manovra per sterilizzare il rincaro delle b...

Oggi sulla stampa