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Il contratto Pomigliano in tutta la Fiat

NAPOLI — Dieci giorni di trattative. Ma la firma, alla fine, arriva in poche ore: alle tre del pomeriggio Fiat e sindacati sigillano definitivamente l'uscita dal contratto dei metalmeccanici; ora gli 86 mila lavoratori del Lingotto avranno un «contratto collettivo specifico» interno al gruppo. La base è il «modello Pomigliano». Non è però, come attacca la Fiom che a questo punto è fuori dalle fabbriche, una pura fotocopia. Le intese del 29 dicembre 2010 migliorarono lo schema nazionale. Quelle di ieri ritoccano i trattamenti economici fissati in Campania un anno fa. Il fronte del «sì» — Fim, Uilm, Fismic, Ugl, Associazione Quadri — aveva chiesto un segnale. L'ha ottenuto: in cambio di flessibilità, vincolo al rispetto degli impegni, 18 turni settimanali e tetto di straordinari che sale da 40 a 120 ore, incassano un aumento medio sulla paga-base che potrà arrivare al 5,2%. Sollecitavano pure, i sindacati, un messaggio «forte» e «simbolico». La traduzione è un premio straordinario di produzione di 600 euro (cento in più sulla richiesta) per tutti, compresi quanti saranno ancora costretti alla cassa integrazione. E uno strutturale incremento (0,50%) del contributo aziendale ai fondi pensionistici integrativi. Ora l'intesa passerà dalle fabbriche. Ma nessuno pare aspettarsi sorprese. La Fiom, che per il nuovo meccanismo di rappresentanza è ora fuori gioco, promette altre barricate. È però lo stesso segretario Cgil, Susanna Camusso, a vedere un'unica via d'uscita: «La modifica dell'articolo 19 dello Statuto dei lavoratori». Quanto ai sindacati del sì, respingono al mittente le accuse di Maurizio Landini: «La Fiom si è sottratta. Noi non potevamo stare immobili». Ricevono, da Sergio Marchionne, un «grazie» per un «accordo non facile» e un riconoscimento «al coraggio di cambiare le cose, di creare un percorso che premi i lavoratori per il successo dell'azienda». «Svolta storica», la definisce: «Dimostra che i grandi passi si possono compiere quando si lavora tutti nella stessa direzione, è un esempio che esiste una larga parte della società che dice no agli antagonismi di professione, che ha voglia di rimboccarsi le maniche per trovare una soluzione». È convinto, il leader Fiat-Chrysler, che questo «sia anche un segnale di grande speranza per il nostro Paese». Oggi, a Pomigliano, a quel segnale darà la forma della Panda.

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