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Il conto energia trova le regole

L’agenzia delle Entrate fissa i paletti per la fiscalità del quinto conto energia, e lo fa confermando l’impostazione applicabile alle vecchie tariffe incentivanti per il fotovoltaico. Rispondendo a un interpello presentato dal Gse (Gestore dei servizi energetici), l’Agenzia ritiene che sia applicabile alla tariffa premio autoconsumo, in linea di principio, il medesimo trattamento fiscale delineato nella circolare 46/E del 2007.
Il chiarimento è importante perché il quinto conto energia, disciplinato dal Dm 5 luglio 2012, diversamente dal sistema precedente che incentivava tutta l’energia prodotta, prevede attraverso la corresponsione di una tariffa premio autoconsumo l’incentivazione solo dell’energia prodotta e autoconsumata, mentre per l’energia prodotta e immessa in rete il nuovo sistema di incentivazione prevede il riconoscimento di una tariffa omnicomprensiva rappresentante sostanzialmente il prezzo di cessione dell’energia.
Le vecchie regole
Il precedente meccanismo di incentivazione, rappresentato dalla tariffa incentivante, era stato qualificato nella circolare 46/E come:
– contributo irrilevante ai fini Iva per il mancato presupposto oggettivo;
– contributo in conto esercizio rilevante ai fini delle imposte dirette e dell’Irap quando percepito nell’ambito di una attività di impresa;
– contributo in conto esercizio soggetto alla ritenuta di cui all’articolo 28, comma 2 del Dpr 29 settembre 1973, numero 600 se ricevuto da imprese o da enti commerciali quanto, per quest’ultimi, gli impianti attengono alla attività commerciale esercitata.
Nella medesima circolare fu precisato, inoltre, che la produzione di energia elettrica da fonte fotovoltaica non configura lo svolgimento di un’attività commerciale, quando la stessa deriva da impianti di potenza fino a 20 Kw posti a servizio dell’abitazione o della sede dell’ente non commerciale. Tale interpretazione considerò che in tali casi gli impianti interessati fossero destinati principalmente a soddisfare i bisogni domestici.
Il nuovo quadro
Sulla base di tali interpretazioni, il Gse ha ritenuto di proporre all’agenzia delle Entrate di estendere la medesima fiscalità alla nuova «tariffa premio per autoconsumo», in quanto erogata in assenza di un rapporto sinallagmatico tra Gse e produttore di energia e atta dunque a rimborsare il titolare dell’impianto del costo sostenuto nonché a favorire la produzione e l’autoconsumo dell’energia.
Alla luce della lettura delle Entrate, in relazione alla tariffa premio autoconsumo, il Gse dovrà effettuare la ritenuta di cui al citato articolo 28 del Dpr 600 del 1973, nel caso in cui lo stesso sia erogato al produttore di energia nell’ambito dell’attività d’impresa. La stessa, dunque, se percepita nell’ambito di un’attività d’impresa, indipendentemente dalla potenza dell’impianto, costituirà materia imponibile ai fini del reddito di impresa e dell’Irap.
Quanto alla tariffa omnicomprensiva, che rappresenta nella sostanza il prezzo dell’energia immessa in rete, le Entrate hanno ritenuto di poterla assimilare al trattamento già indicato nella risoluzione 88/E del 2010 per le fonti diverse dal fotovoltaico. Pertanto, il Gse in riferimento all’erogazione della tariffa omnicomprensiva di cui al quinto conto energia, non dovrà effettuare alcuna ritenuta all’atto della corresponsione e dovrà ricevere fattura con Iva se il percettore agisce nell’ambito di attività d’impresa. La stessa concorrerà dunque alla determinazione della base imponibile ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap.

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