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Il conto è gratis. Ma solo in Rete

In tempi di spending review l’attenzione alle spese è massima. Figuratevi nei confronti dei conti correnti bancari che, come ha dimostrato la ricerca pubblicata sul numero del 21 gennaio di CorrierEconomia, realizzata in collaborazione con l’Università Bocconi, sono fonte spesso ingiustificata di spese rilevanti per le famiglie italiane.
«Questa considerazione — dice Christian Miccoli, amministratore delegato di CheBanca!, l’Internet company del gruppo Mediobanca — unitamente al fatto che assistiamo a una maggior propensione generale degli italiani nei confronti del web, ci ha convinti a lanciare il nostro nuovo conto corrente, totalmente a zero spese: né costi da pagare alla banca, né bolli da pagare allo Stato. Ci facciamo carico di tutto noi. Cosicché se si aprirà il conto corrente con dieci euro di giacenza, dopo un anno senza movimentazioni il saldo sarà ancora di dieci euro».
Solo «online»
Il vincolo è uno solo, ma strettissimo: vale esclusivamente per chi opera online. Tutte le operazioni agli sportelli — ormai giunti a quota 44 in Italia — sono infatti a pagamento, con l’esclusione dell’apertura. Ma chi ha superato la barriera psicologica e ha un rapporto friendly con il web non avrà nulla da pagare e potrà utilizzare carta di credito e tessera bancomat senza spese, mentre la giacenza in conto corrente non sarà remunerata, anche per incentivare nella clientela l’utilizzo del conto di deposito. Una scelta che guarda al futuro, con un rilevante contenuto di innovazione. «Il 70 per cento dei nostri clienti, oggi circa 500 mila — dice Miccoli — apre il conto corrente in filiale, anche per le moltissime ottemperanze burocratiche richieste, ma poi per il 70 per cento del totale usa esclusivamente Internet per avvalersi dei servizi resi disponibili dalla banca».
Svolte
La svolta annunciata da Miccoli, si sostanzia per ora in alcuni, piccoli segnali: il sito Facebook in poco più di due mesi ha raccolto 37.500 contatti, che fanno di CheBanca! il secondo istituto italiano dopo Unicredit in questa particolare graduatoria.
CheBanca!, che a maggio festeggerà i primi cinque anni di attività, tra le web-banking è la più giovane e quella che è cresciuta maggiormente, sfruttando un’offerta multicanale e la contemporanea presenza sul territorio. Se Ing Direct si fa forte del diritto di chi è arrivato primo occupando il territorio e innovando il mercato (1,2 milioni di clienti e 16 miliardi di raccolta), CheBanca! ha saputo sfruttare a pieno le potenzialità di un’offerta multicanale.
In aumento
A fronte di una raccolta in crescita del 16 per cento, il contributo all’equilibrio del gruppo è ancora insufficiente. «Risentiamo dell’effetto della crisi — sottolinea Miccoli —: il costo della raccolta è alto e le possibilità di impiego sono poche a causa dello spread elevato. Abbiamo perciò effettuato un deciso intervento sui costi, limitando le attività di staff, gli investimenti in marketing e i progetti di sviluppo e aumentando l’efficienza grazie all’automazione di alcune lavorazioni. Grazie a queste politiche il conto economico è sostanzialmente stabile e siamo nelle condizioni di attenderci un miglioramento nell’arco del prossimo semestre».
Gli impieghi, stante anche le condizioni di mercato, sono estremamente prudenti: dei 12 miliardi raccolti, circa 4,3 sono destinati al finanziamento di mutui della clientela (peraltro in questo settore la domanda permane contratta), mentre circa 8 miliardi finiscono nelle disponibilità della capogruppo.

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