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Il conto deposito piace vincolato

Tassi di interesse ai minimi storici e mercati turbolenti. Uno scenario in cui i conti deposito continuano a mantenere un certo appeal come strumento d’investimento in cui parcheggiare la propria liquidità. Pur non essendo più così convenienti come in passato, permettono infatti di ottenere rendimenti più generosi rispetto a quelli offerti dai Bot a dodici mesi o dai conti correnti tradizionali e che possono raggiungere anche oltre il 2% lordo per le somme vincolate.

Quando si sceglie, occhio però al rating della banca e alla somma investita.

Come funziona. Il conto deposito può essere libero o vincolato: nel primo caso, è possibile rientrare in possesso dei soldi depositati in qualunque momento, mentre nel secondo si possono ottenere interessi maggiori a patto che la somma investita venga ritirata solo alla scadenza del periodo di vincolo.

Per procedere con l’apertura, la condizione è essere titolari di un conto corrente classico dal quale trasferire tramite bonifico la somma di denaro che si intende investire. La durata è piuttosto variabile e spazia dai tre-sei mesi fino a dodici mesi, ma alcune banche offrono un periodo di vincolo che arriva anche fino a cinque anni.

Da ricordare che questa formula prevede un’operatività di conto limitata: è infatti possibile effettuare solo versamenti e prelievi da e verso il conto di appoggio, oltre a vincolare le somme per un determinato periodo. Secondo l’ultima edizione dell’Osservatorio sui conti deposito e sui conti correnti di MutuiOnline, gli italiani si affidano al conto deposito, meglio se vincolato, quando si tratta di far fruttare i propri risparmi.

La maggioranza (58,3%) ha infatti scelto nel primo mese del 2016 un conto vincolato rispetto a quello non vincolato (41,7%), per una durata compresa tra sette mesi e un anno (59,6%). A ricorrere a questa soluzione sono soprattutto gli over 55 (44,8% dei richiedenti). L’indagine rileva inoltre che l’importo depositato è stato per il 29,8% degli utenti di oltre 50 mila euro, in crescita dello 0,4% rispetto al primo semestre 2015.

A cosa fare attenzione. Il primo aspetto da considerare se si prende in considerazione il conto deposito è il rating (livello di solvibilità) della banca, considerato che in base alla nuova normativa europea sul bail-in in caso di crisi la banca deve attingere a risorse interne, quindi obbligazioni bancarie subordinate, conti correnti e conti deposito.

Tutelarsi però è possibile: basta non investire una cifra superiore ai 100 mila euro, fino a questa somma infatti il conto è garantito dal Fondo di tutela interbancario. Per proteggersi ulteriormente, meglio inoltre optare per conti deposito che offrono la possibilità di svincolare le somme investite in caso di necessità (pur rinunciando all’interesse sino a quel momento maturato o pagando una penale).

Per quanto riguarda la solvibilità dell’istituto di credito, è possibile valutarla verificando indicatori ricavabili dai bilanci e dalle trimestrali della banca, come il Cet1 (che misura il capitale primario e deve essere superiore al 7-8%), il Tier1 (che comprende azioni di risparmio e altri strumenti) e il Total Capital Ratio (che rappresenta l’insieme di tutto il patrimonio).

Le offerte degli operatori. Sul fronte delle proposte, Banca Ifis ha lanciato Rendimax Top, con scadenze a tre (2,15% tasso nominale annuo lordo), quattro (2,30%) e cinque anni (2,60%).

Il bollo è a carico della banca che permette di scegliere tra due soluzioni di liquidazione: anticipata, con gli interessi che vengono liquidati immediatamente su Rendimax una volta attivato il vincolo, e posticipata (per depositi pari o superiori a 90 giorni gli interessi saranno liquidati ogni trimestre secondo il calendario solare e alla scadenza del deposito).

Con Rendimax Like, invece, la banca offre l’1,05% lordo, con il capitale sempre disponibile a chiamata (viene riaccreditato dopo 33 giorni di calendario durante il quale continuerà a rendere gli stessi interessi). Che Banca! propone invece il Conto Deposito CheBanca! con scadenze a tre, sei e 12 mesi. Fino al prossimo 15 aprile per chi vincola nuova liquidità per tre mesi è previsto un tasso promozionale del 2% annuo lordo.

Si chiama Conto Risparmio Flessibile la proposta di Unicredit, conto deposito vincolato che offre un rendimento crescente in base alla durata del vincolo: a partire da 10 mila euro offre tassi annui lordi da 0,05% (con durata 12 mesi), 0,05% (18 mesi) e 0,15% (24 mesi).

Widiba propone la linea vincolata ai seguenti interessi lordi: 1% per tre mesi, 1,20% per sei mesi, 1,40% per 12 mesi, 1,60% per 18 mesi, 1,80% per 24 mesi. Ing Direct offre invece un tasso promozionale dell’1% lordo sulle somme depositate per 12 mesi (0,40% per chi preferisce mantenere liberi i propri risparmi).

Mediolanum offre InMediolanum Conto Deposito che, in caso di somme vincolate (sei o 12 mesi) permette di ottenere un interesse fino all’1,25% annuo lordo.

Con Conto Bancadinamica è invece possibile vincolare le somme per tre mesi al tasso dello 0,65%, per sei mesi al tasso del 1,60% oppure per 12 mesi al tasso dell’1,80%. Conto Facto è invece il conto deposito online di Banca Farmafactoring che offre un interesse lordo annuo dell’1,55% a partire da somme di 5 mila euro vincolate per almeno dodici mesi (la banca si fa carico dell’imposta di bollo).

Infine, Fineco propone CashPark che offre un tasso lordo annuo dello 0,30% per depositi vincolati 12 mesi. Mentre Conto Webank ha lanciato le linee vincolate a tre mesi (0,60% annuo lordo), a sei mesi (1%), a 12 mesi (1,10%) e a 18 mesi (1,15%).

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