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Il conto dell’Imu per gli italiani: 225 euro per la prima casa

ROMA — Tanto odiata e vituperata, a conti fatti l’Imu si rivela, secondo il governo, una tassa meno ingiusta di quanto si dica: è più progressiva della vecchia Ici, cioè incide maggiormente sui redditi più alti, ed in molti casi è anche meno cara. A fornire il quadro aggiornato dei versamenti Imu 2012 è stato ieri il ministero dell’Economia, dopo che in mattina il premier Mario Monti aveva voluto anticipare alcuni dati per replicare al Pdl che chiede l’abolizione della tassa.
«L’importo pagato per l’Imu — aveva anticipato Monti, che pure prefigura una futura riduzione della tassa — è stato di 3,4 miliardi, al netto di quanto hanno messo sopra i Comuni» con la maggiorazione delle aliquote. «Si tratta di un importo simile a quello dell’Ici 2007 che fu di 3,3 miliardi» aveva detto Monti a Uno Mattina, aggiungendo che, «un quarto delle abitazioni principali risulta esente dall’Imu, e l’apporto della tassa sulle prime case è stato pari al 17% del totale», avendo quindi «un peso complessivo molto ridotto».
Il quadro è confermato dai dati delle Finanze, che a consuntivo ha contabilizzato un gettito di 23,7 miliardi di euro, dei quali 3,8 dovuti alle maggiorazioni decise dai Comuni. L’Imu sulle prime case, da sola, vale circa 4 miliardi di euro: 3,4 miliardi ad aliquota standard (che equivalgono ai 3,3 miliardi del gettito Ici prima casa del 2008, secondo il governo) e 600 milioni dovuti all’aumento delle aliquote decise dai Comuni. Soprattutto le grandi città, visto che oltre un terzo del gettito Imu sulla prima casa viene da quattro Comuni: Roma, Torino, Genova e Napoli. Se il discorso si allarga oltre la prima casa, la sostanza non cambia: oltre un quarto del gettito derivante dalle manovre decise dai Comuni proviene da cinque grandi città (quelle di prima più Milano), con importi medi che vanno da 917 euro a 585 di Napoli.
Valori ben più elevati di quelli medi pagati dagli italiani per l’Imu, pari a 225 euro a testa, considerato anche che circa mille Comuni hanno di fatto neutralizzato l’imposta sulla prima casa aumentando le detrazioni o abbattendo l’aliquota. Resta il fatto, secondo l’Economia, che l’Imu è più progressiva dell’Ici, visto che le detrazioni sono maggiori: circa un terzo del gettito Imu complessivo (il 29,04%) è attribuibile al 6,9% dei contribuenti.
Rispetto alle previsioni, il gettito Imu risulta superiore di circa un miliardo, che «farà comodo per restare nel 2012 con il deficit sotto il 3% del Pil» ha detto il sottosegretario alle Finanze, Vieri Ceriani, affermando che si tratta di «un obiettivo pienamente raggiungibile». In ogni caso la campagna politico-mediatica contro l’Imu è stata un flop: «Abbiamo recuperato quanto previsto» dice Ceriani. Che lascerà al nuovo esecutivo tre riforme quasi pronte: il catasto, l’abuso del diritto in campo fiscale e la tassazione del reddito degli imprenditori. Anche se la delega fiscale che le prevedeva è rimasta impigliata nella fine anticipata della legislatura senza poter essere approvata.

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