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Il conto della Tares, 80 euro in più a famiglia

Nessuna proroga: la Tares, il tributo comunale sui rifiuti e servizi istituito dalla legge n.214 del 2011, entrerà in vigore il 1°luglio, come previsto. Il Consiglio dei ministri di ieri non ha ascoltato la voce dell’Anci (l’associazione dei Comuni), delle imprese del settore ambientale e delle organizzazioni sindacali, che martedì avevano inviato una lettera congiunta al governo. Un «intervento d’urgenza», è quello che avevano chiesto, perché per il 2013 venisse mantenuto il vecchio regime di riscossione del servizio di gestione dei rifiuti, ripristinando quindi la Tarsu, la Tia 1 la Tia2. Niente da fare, il governo non concede ulteriori sospensioni (la Tares doveva essere applicata dal 1° gennaio 2013). E adesso il rischio concreto è «il blocco dei servizi», come preannunciato. Città invase dai rifiuti? «La possibilità c’è – assicura l’Anci – perché i Comuni hanno le casse vuote, e con la nuova tassa da luglio potranno pagare le imprese solo a settembre-ottobre». Su una possibile mobilitazione Graziano Del Rio, presidente dell’Anci, non si sbilancia, ma ammette: «È molto, molto grave che non si risolva il problema».
Una posizione sostenuta anche dal Pd, che ha fortemente ostacolato la Tares negli ultimi mesi: «Ho presentato un’interrogazione parlamentare due giorni fa – sottolinea Paolo Gentiloni, candidato sindaco a Roma – per chiederne lo slittamento al 2014: la nuova Tares porterà un ulteriore appesantimento della pressione fiscale». Conti alla mano, nel 2013 per le famiglie italiane si calcola un aumento, rispetto all’attuale tariffa, di 80 euro (+37,5%). Una delle novità della Tares è che infatti dovrà coprire integralmente il costo di raccolta e smaltimento rifiuti, garantendo una copertura piena che finora non era stata raggiunta nei Comuni in cui fino a ieri si pagava la Tarsu (sono 6700, più dell’80% del totale): in soldoni, 53 euro in più. Oltre a questo, con la Tares si dovranno pagare anche i servizi «indivisibili», cioè quelli che il Comune eroga a tutti (come l’illuminazione delle strade), nella misura di 30 centesimi (che possono diventare 40) al metro quadro dell’immobile occupato: 27 euro a bolletta. In definitiva, come stima l’Osservatorio Uil per il fisco guidato da Guglielmo Loy, con la nuova tassa si pagheranno in media 305 euro per un appartamento di 80 metri quadrati.
E non è certo l’unico salasso che attende i contribuenti, che già da ieri hanno aperto delle buste paga più leggere di 68 euro in media, per effetto del saldo 2012 e dell’acconto 2013 sulle addizionali Irpef, 46 quella regionale e 22 quella comunale, +13,3% rispetto allo scorso anno. Nel 2012 in totale l’Irpef aveva mangiato 486 euro sul reddito di ogni contribuente, con la solita forbice tra lavoro dipendente e pensioni, che insieme versano l’80% dell’Irpef netta totale, e lavoratori autonomi e imprenditori, sui cui l’imposta impatta relativamente meno. Anche se poi i titolari delle attività produttive devono vedersela con l’Irap, l’imposta regionale: la norma che consente alle regioni di ridurla, o addirittura azzerarla, è rimasta inapplicata ovunque, tranne che in Friuli Venezia Giulia e a Trento e Bolzano, per il mancato accordo di ciascuna regione con il governo per avviare l’applicazione degli sgravi. Tornando alle tasche dei contribuenti, non si può dimenticare l’Imu, che a meno di sorprese a giugno risucchierà 215 euro in media a nucleo familiare. E l’aumento di un punto dell’Iva, che passando dal 21 al 22% dovrebbe pesare per 250 euro a famiglia.

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