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Il contenzioso per tutti

Il Governo approverà in uno dei prossimi consigli dei ministri (durante il mese di giugno) lo schema di dlgs avente ad oggetto il contenzioso tributario. È auspicabile che l’esecutivo prenda in considerazione le proposte presentate dall’Ancot in occasione del seminario avente ad oggetto la delega fiscale presentate a Montecitorio presso la sala Mappamondo il 20 maggio scorso.

All’evento hanno partecipato il direttore dell’Agenzia delle entrate Rossella Orlandi, il comandante della Guardia di finanza generale Saverio Capolupo, la Sogei, il sottosegretario all’economia Luigi Casero, numerosi professori universitari quali gli ex ministri delle finanze Franco Gallo e Vincenzo Visco, Confindustria e numerose altre associazioni di categoria. La disciplina del processo tributario di cui al dlgs 31 dicembre 1992, n. 546, prevede l’obbligo per la parte soggetta alla pretesa impositiva di munirsi di un difensore abilitato, scelto tra i professionisti indicati dall’art. 12, comma 2. Il legislatore ha così sancito l’onere del patrocinio, inteso nel senso che, tranne nei casi derogatori previsti dalla legge, il ricorrente non può stare in giudizio senza il ministero di un procuratore abilitato che lo rappresenti. Secondo quanto previsto dal citato art. 12 sono abilitati all’assistenza tecnica dinanzi alle Commissioni tributarie, gli avvocati, i dottori commercialisti, i ragionieri e i periti commerciali. Sono altresì abilitati all’assistenza tecnica dinanzi alle commissioni tributarie, se iscritti nei relativi albi professionali, i consulenti del lavoro, per le materie concernenti le ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati e gli obblighi di sostituto d’imposta relativi alle ritenute medesime, gli ingegneri, gli architetti, i geometri, i periti edili, i dottori in agraria, gli agronomi e i periti agrari, limitatamente ad alcune materie specifiche. Ora, dopo la proposta dell’Ancot, l’elenco dei soggetti abilitati sopra indicato dovrebbe essere ampliato estendendo la previsione anche ai tributaristi in possesso della certificazione secondo la normativa Uni e/o di attestato di qualità. La certificazione così fatta garantisce il percorso di qualità seguito dal professionista, è in grado di attestare le competenze degli associati, l’osservanza delle regole deontologiche di condotta a tutela dei soggetti assistiti ed è rilasciata da un soggetto terzo, nel caso di Ancot, da Kiwa Cermet Italia spa, per convenzione. L’attestato di qualità, invece, è rilasciato direttamente da Ancot, secondo quanto previsto dalla legge 4/2013. Se tale novità dovesse essere recepita, anche i tributaristi potranno assistere i contribuenti nel processo tributario. In un momento di forte crisi economica liberalizzare il sistema professionale significa crescita. Lo chiede l’Ue per le riforme necessarie al nostro paese e lo ha chiesto il presidente Squinzi in occasione dell’ultima assemblea della Confindustria. I fatti a volte, contano più delle parole. Con questo appello, rivolgiamo un sentito ringraziamento al governo nell’augurio che le nostre proposte vengano commutate in fatti.

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