Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Il contagio della crisi affossa i mercati E torna a salire lo spread

L’incubo-elezioni in Grecia si è abbattuto con la forza di uno tsunami sui mercati finanziari – a partire da Atene – facendo bruciare alle Borse europee 220 miliardi di capitalizzazione.
Il terremoto è stato innescato dalla decisione del primo ministro Antonis Samaras di anticipare al 17 dicembre le votazioni per il nuovo presidente della Repubblica. La possibilità di elezioni anticipate, con la vittoria della sinistra radicale di Syriza, ha fatto perdere in un solo giorno il 12,78% alla Borsa di Atene, la peggiore disfatta del listino da 27 anni a questa parte (e con i titoli finanziari a picco: meno 26% Attica bank, meno 20 National bank e meno 23% Marfin Invest).
Un tentativo di rasserenare i mercati è stato compiuto dal commissario agli Affari economici Pierre Moscovici: «Samaras sa dove sta andando, credo che i mercati dovrebbero sentirsi più sicuri di quello che si sono sentiti». Anche se poi ha aggiunto: «Seguiamo con attenzione la situazione». Tuttavia le sue parole non hanno impedito di veder volare alle stelle il rendimento dei titoli di Stato decennali greci, al 7,9% (più 91 punti base) mentre il differenziale con la Germania si è allargato a 726 punti (anche in questo caso, di 94 punti base inpiù della vigilia).
Ma Atene non è stata la sola a cedere bruscamente terreno, anche perché in questa giornata tremenda per la finanza si è sommata almeno un’altra ragione di tensione, stavolta proveniente dal Far East: in Cina si sono intensificati i segnali di frenata (si parla di una possibile revisione al ribasso degli obiettivi di crescita del Pil, al 7% per il 2015, dal precedente 7,5%) e intanto ieri è stata decisa un giro di vite sul credito. Immediata la reazione della Borsa di Shanghai, che ha perso il 5,43%.
Con questo risveglio, i mercati europei non hanno potuto far altro che adeguarsi, facendo segnare a fine giornata cali molto forti e generalizzati: una perdita pari al 3,18% per Madrid, seguita al meno 2,81% di Piazza Affari, in compagnia anche del meno 2,55% di Parigi, del meno 2,21% di Francoforte e del meno 2,14% di Londra. Il rischio di tensioni geopolitiche si è fatto sentire anche sul differenziale dei titoli di Stato italiani con il Bund tedesco, tornato ad aprirsi a 134 punti (più 12 rispetto alla vigilia) mentre il rendimento dei decennali si è assestato a quota 2,03%; peggio, insomma, di quanto avesse fatto a botta calda dopo il declassamento del rating di S&P.
Continua invece ad essere molto depresso il prezzo del petrolio, anche se a New York ha leggermente migliorato il minimo da cinque anni a questa parte segnato il giorno prima (63,82 dollari a barile contro 63,05). Complessivamente, i mercati Usa hanno dimostrato nervi più freddi: il Dow Jones ha limitato le perdite (-0,29%) mentre il Nasdaq ha chiuso con il segno più.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Nonostante la pandemia tante aziende hanno deciso o subìto il lancio di un’Opa che le porterà a ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Peugeot-Citroën ha annunciato di aver parzialmente rimarginato le ferite della prima parte dell’a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Meno macchine, meno motori termici, e un ritorno al futuro nei modelli. Ecco la ricetta del nuovo am...

Oggi sulla stampa