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Il consiglio Prelios chiama gli avvocati contro Malacalza

MILANO — La decisione è arrivata ieri: il consiglio di amministrazione di Prelios ha annunciato un’azione legale nei confronti di Davide Malacalza in seguito all’ennesima lettera di dissenso inviata dalla famiglia genovese e filtrata sui giornali. La lettera è stata inviata mercoledì al consiglio della società immobiliare, convocato per esaminare le offerte di Fortress e Feidos per il rilancio. Il socio genovese di Marco Tronchetti Provera non ha partecipato alla riunione ma ha fatto pervenire una lettera in cui ha «reiterato gli assunti già espressi in precedenza con riferimento ad asserite irregolarità del procedimento consiliare e all’insussistenza dei presupposti per la continuità aziendale» di Prelios, ha spiegato la società con una nota. Nota in cui annuncia che, «in seguito all’ulteriore diffusione alla stampa di informazioni e documenti riservati» il board ha deciso di dare mandato a un legale «per valutare ogni opportuna azione a tutela degli interessi della Società con riguardo al comportamento e al contenuto delle affermazioni del consigliere Davide Malacalza».
La presa di posizione di Prelios alza il livello dello scontro, che finora era rimasto circoscritto ai consigli delle società in cui Tronchetti e Malacalza sono presenti, con l’aggiunta di un paio di esposti in Consob e Procura contro anonimi. Non è quindi solo una nuova puntata del braccio di ferro che si sta consumando tra i due ex alleati. Stavolta c’è un nome e un cognome, di un consigliere Prelios, oltre che socio delle cassaforti Gpi e Camfin. Contro il quale gli altri consiglieri all’unanimità hanno deciso di reagire in una fase molto delicata, in cui in gioco non è tanto il rilancio ma la stessa prosecuzione dell’attività del gruppo immobiliare, che sta negoziando con Fortress e Feidos un piano di ristrutturazione.
Resta da vedere se e come reagiranno i Malacalza. Che ieri hanno disertato anche il consiglio di Gpi, convocato per chiarire proprio uno dei punti chiave della contesa: la mancata consultazione dei soci del patto parasociale per il rifinanziamento del debito Camfin. Mattia Malacalza non ha partecipato. Non si sa se come per Prelios è stata inviata una lettera. Sul tavolo ce n’era una ma firmata da Franco Anelli, il giurista a cui si è rivolta la cassaforte della galassia Pirelli per un parere pro veritate sulla procedura seguita dalla controllata Camfin per l’emissione del bond convertibile in azioni Pirelli, con cui intende rifinanziare 132 milioni di euro di debiti in scadenza. Malacalza si era opposto chiedendo un aumento di capitale e, dopo che il board ha deciso di procedere con il convertibile, ha lamentato la mancata consultazione in Gpi prevista dagli accordi parasociali firmati con Tronchetti.
Per il giurista il bond convertibile è un atto esecutivo degli impegni di Camfin con le banche creditrici per rientrare dell’esposizione e, anche se il sottostante sono azioni Pirelli, non prevede la consultazione preventiva dei Malacalza. I quali, pur dissentendo, a detta di Anelli non possono nè impedire l’emissione nè chiedere l’attivazione delle procedure di scissione di Gpi previste dall’accordo parasociale. Solo in un caso, prosegue Anelli, è previsto la consultazione e il consenso di tutti gli aderenti al patto: se con l’emissione del bond il debito di Camfin incrementasse di oltre 40 milioni. E non sembrerebbe questo il caso visto che, secondo quanto è filtrato finora, l’eventuale eccedenza rispetto ai 132 milioni di euro di debiti in scadenza verrebbe comunque utilizzata per ridurre ulteriormente l’esposizione. Dunque Camfin può procedere. Il lavoro di Banca Imi sul bond Unicredit è praticamente terminato. Mancano alcune limature ma per la metà della prossima settimana il dossier si dovrebbe chiudere. A quel punto la parola passerà al consiglio di Camfin, che potrebbe tenersi già la prossima settimana o quella successiva, per dare disco verde all’emissione. Contro il parere di Malacalza.

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