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Il condono non evita la confisca

di Debora Alberici  

Il condono tombale non salva dalla confisca. Può infatti essere sottoposto alla misura ablativa il «denaro sporco» ottenuto dall'evasione fiscale di soldi riciclati.

Lo ha sancito la Corte di cassazione con la sentenza n. 36913 del 13 ottobre 2011. Ad avviso di Piazza Cavour, «l'adesione al condono fiscale non esclude di per sé la provenienza illecita del patrimonio, potendo oltretutto consistere tale illiceità (che non necessariamente deve essere di rilievo penale) proprio nell'evasione fiscale, né elide ex post la «illiceità originaria». Poiché il giudizio di proporzionalità deve essere effettuato fra la consistenza patrimoniale dell'interessato e i suoi profitti leciti, il condono fiscale non ha alcuna incidenza in termini giustificativi dell'eventuale sproporzione fra patrimonio e reddito». Giro di vite, poi, al reato di riciclaggio prevedendo che l'imputato può essere condannato a prescindere dal reato presupposto, quello cioè che ha portato alla raccolta del denaro sporco, e anche se la sua condotta criminale è iniziata prima del '93, anno di entrata in vigore della legge che ha esteso la portata applicativa di questo reato. Per il Collegio, «il delitto di riciclaggio è a forma libera e potenzialmente a consumazione prolungata, attuabile anche con modalità frammentarie e progressive, le quali integrano il momento consumativo del reato, dimodoché l'azione possa scomporsi in una pluralità di autonome fattispecie unite dal vincolo della continuazione, solo a condizione che si perfezioni il ciclo composto dalle fasi della ricezione-sostituzione-restituzione».

Da ciò deriva che «in tema di riciclaggio, allorquando costituisca oggetto di imputazione una condotta continuata consumatasi a cavallo dell'entrata in vigore della legge 9 agosto 1993, n. 328 (_), non rileva se parte dell'oggetto materiale dell'attività di sostituzione sia pervenuto nella disponibilità del reo anteriormente alla novella legislativa e provenisse da reati diversi da quelli all'epoca espressamente previsti in via esclusiva (_). E infatti, ai fini dell'individuazione della norma da applicare, occorre aver riguardo al momento perfezionativo della fattispecie, che si ha non già nella fase «ricettiva» della condotta, ma al momento in cui i beni vengono effettivamente sostituiti».

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