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Il Cnf si fa i suoi parametri

In cantiere i nuovi parametri per gli avvocati. Il Consiglio nazionale forense ha messo a punto la bozza di proposta da sottoporre al ministero della giustizia e l’ha inviata agli ordini territoriali, alla Cassa forense, all’Oua e alle associazioni di categoria per raccogliere le relative osservazioni, che devono essere inviate entro il prossimo 5 aprile. È la riforma forense a prevedere infatti (art. 13, comma 6 legge n. 247/2012), che il ministero della giustizia, su proposta del Cnf, debba emanare entro due anni un decreto ministeriale sui parametri per la liquidazione del compenso professionale degli avvocati. Nel frattempo restano vigenti le disposizioni del dm n. 140/2012, in attesa che entri in vigore il decreto correttivo (si veda ItaliaOggi del 21 febbraio 2013). Entrando nel dettaglio, i documenti inviati alla categoria sono articolati in una parte normativa e una tabellare, e riguardano l’intero comparto legale non limitandosi solo alla materia civile, ma investendo anche le materie penale, amministrativa, tributaria e l’ambito stragiudiziale e della mediazione. Per quanto riguarda la liquidazione del compenso dell’avvocato da parte del giudice, in particolare, il testo prevede che si debba tenere conto delle caratteristiche e del pregio dell’attività prestata. Il giudice potrà motivatamente discostarsi in aumento o in diminuzione dei parametri, fino al 30%. Nelle cause di particolare importanza la liquidazione dei compensi può arrivare fino al doppio degli importi indicati dai parametri, mentre negli affari di straordinaria importanza la liquidazione potrà arrivare sino al quadruplo degli importi di cui ai parametri. Per quanto riguarda la composizione delle tabelle, invece, i parametri cambiano a seconda delle varie fasi della controversia e sono proporzionati al valore della controversia. Per esempio, per quanto riguarda i giudici di pace, sono distinte cinque fasi: studio della controversia, fase introduttiva del giudizio, istruttoria, fase decisionale, prestazioni post decisione. Mentre il valore è diviso in tre scaglioni: da zero a 1.100 euro, da 1.100,01 a 5.200, da 5.200,01 a 26 mila euro. La categoria dovrà esprimersi in particolare su: fasce di valore, numero delle fasi, tipizzazione delle singole procedure, aspetti normativi, con particolare riferimento alla riduzione o all’aumento da operarsi su parametro base. Il Cnf ha inviato agli ordini e alle associazioni forensi anche uno schema di regolamento con le indicazioni per la costituzione del comitato pari opportunità da parte di ogni consiglio dell’ordine forense (art. 25 della riforma forense).

 

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