Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Il cliente potrà scegliere il socio a cui dare l’incarico

Pronte le regole per le società tra professionisti. Dopo il parere del Consiglio di Stato di qualche giorno fa che chiedeva alcune modifiche, il ministero della Giustizia ha messo a punto la versione definitiva del provvedimento firmata dal ministro Paola Severino e ora all’esame del ministero dell’Economia. Il decreto, previsto dalla legge n. 183 del 2011, esenta dalle stp le due principali professioni giuridiche: gli avvocati che hanno strappato con il nuovo ordinamento professionale il riconoscimento della loro specificità (6 mesi di tempo a disposizione del ministero per definire le caratteristiche dell’esercizio della professione forense in forma societaria) e i notai, per effetto delle pubbliche funzioni svolte.
Nel dettaglio, cruciale il tema degli oneri informativi verso il cliente posti a carico della società che riguardano:
– il diritto del cliente di chiedere che l’esecuzione dell’incarico conferito alla società sia affidata ad uno o più professionisti da lui scelti;
– la possibilità che l’incarico professionale conferito alla società sia eseguito da ciascun socio in possesso dei requisiti per l’esercizio dell’attività professionale;
– l’eventuale esistenza di situazioni di conflitto d’interesse tra cliente e società, che siano anche determinate dalla presenza di soci con finalità d’investimento.
La società deve così consegnare al cliente l’elenco scritto dei singoli soci professionisti con l’indicazione dei titoli e delle qualifiche professionali e la lista dei soci con finalità d’investimento. La prova del l’adempimento dell’obbligo deve risultare in forma scritta.
A garanzia della qualità della prestazione professionale ne è prevista la personalità nell’esecuzione. Parzialmente accolta l’indicazione del Consiglio di Stato, nella parte in cui è chiesto di chiarire che la sostituzione professionale è possibile solo in relazione ad attività che sono caratterizzate da sopravvenute esigenze non prevedibili. Il cliente potrà però rendere esplicito il suo dissenso entro 3 giorni.
Sul versante delle incompatibilità, il decreto chiarisce che il divieto di partecipazione contemporanea a più società professionali vale anche nel caso della società multidisciplinare e si applica per tutta la durata dell’iscrizione della società all’ordine di appartenenza. Per il socio capitalista, poi, costituisce causa di incompatibilità l’avere subito condanne penali per una pena pari o superiore a due anni di reclusione per reato non colposo e salvo che non sia intervenuta riabilitazione e essere stato cancellato da un albo professionale per motivi disciplinari. Il socio per obiettivo d’investimento deve essere in possesso dei requisiti di onorabilità previsti per l’iscrizione all’albo professionale di riferimento; onorabilità che viene meno quando anche in primo grado sono state applicate all’interessato misure di prevenzione sia personali sia reali.
Per la verifica delle incompatibilità è prevista l’iscrizione della società nel registro delle imprese, in particolare nella sezione speciale istituita sulla base dell’articolo 16 del decreto legislativo n. 96/2001. Prevista l’iscrizione presso l’albo o il registro dell’ordine o collegio professionale che, chiarisce la relazione al decreto, se espressamente individuato dai soci come principale nello statuto o nell’atto costitutivo, rappresenta l’unico albo della società professionale, «residuando peraltro la possibilità che i professionisti non connotino un’attività dell’ente in misura prevalente, cosicché resta aperta l’opzione di una plurima iscrizione con conseguenti regimi concorrenti».
In caso di diniego all’iscrizione, il consiglio o il collegio professionale competente comunica al legale rappresentante della società professionale i motivi che rappresentando un ostacolo all’accoglimento della domanda. Entro 10 giorni dal ricevimento della comunicazione, la società ha diritto di presentare per iscritto le sue osservazioni, eventualmente corredate da documenti.
Infine, il professionista socio rimane vincolato al proprio codice deontologico e in base ad esso risponde disciplinarmente; la società è responsabile, come tale, secondo le regole deontologiche dell’ordine nel cui albo è iscritta. La responsabilità disciplinare della società concorre con quella del socio professionista (anche se iscritto ad altro albo rispetto a quello della società e, quindi, nell’ipotesi della Stp multidisciplinare) nel solo caso di violazione deontologica ricollegabile a direttive impartite dalla società.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«Siamo certamente partiti con il piede giusto». Carlos Tavares, amministratore delegato di Stellan...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«L’intervento del Pnrr si colloca nel solco degli sfidanti obiettivi definiti in sede europea e n...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Squadre di lavoro ad hoc per asili e i nuovi “ospedali di comunità”. Si avvia la fase operativa...

Oggi sulla stampa