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Il cds di Bpm si aggiorna, rischio dimissioni

Otto ore di consiglio di sorveglianza non sono bastate. Stamane nella sede di Bpm torneranno a riunirsi i consiglieri, con l’ipotesi sempre più concreta di arrivare all’autoscioglimento: si dimetterebbero tutti o buona parte dei membri del cds, una mossa che comporterebbe la convocazione di un’assemblea (bastano 30 giorni). In realtà, possono dimettersi anche solo due consiglieri, e chiedere la convocazione di un’assemblea con all’ordine del giorno l’azzeramento del cds attuale. Assemblea che, nella pienezza dei suoi poteri – ma senza evoluzioni sotto il profilo della governance – nomini un nuovo cds e quindi il consiglio di gestione (ad compreso).
Si uscirebbe così dalle secche di una situazione ingessata sututti i fronti: la necessità di scegliere un nuovo ad a pieno titolo (a Davide Croff è stato affidato una sorta di interim); l’urgenza di varare un piano industriale e una governance rinnovata, l’appuntamento ancora più urgente con l’aumento di capitale da 500 milioni. In un primo momento si eraimmaginato di arrivare a dimissioni di massa del cdg, da rinnovare per tre anni (condizione necessaria per chiunque arrivasse da fuori come ad, dopo le dimissioni di Piero Montani, ora a Carige). Quattro pareri legali (uno con qualche distinguo) s’erano espressi per la percorribilità diquesta soluzione.
Ma proprio ieri, in parte a sorpresa, è uscito allo scoperto Raffaele Mincione, secondo azionista della banca alle spalle di Andrea Bonomi. Forte di un parere legale di Nctm decisamente contrario all’ipotesi di rinnovo triennale del cdg da parte di un cdsprossimo alla scadenza, Mincione ha chiamato in causa Bankitalia e Consob, auspicando che i vigilanti valutino «eventuali iniziative atte a prevenire ogni possibile pregiudizio» per banca e soci, e adottino «tempestivamente, se del caso, tutti gli opportuni provvedimenti». È la prima volta che Mincione prende pubblicamente posizione sul suo investimento in Bpm e a molti è sembrato un tentativo di accreditarsi, in vista di uno scontro assembleare nella banca. Secondo alcune ricostruzioni sarebbero posizioni molto vicine (forse persino sollecitate) dai consiglieri più vicini alle posizioni dei soci-dipendenti. Del resto il consiglio di sorveglianza, nella formulazione iniziale che ha visto molti rimaneggiamenti in questi due anni, era stato eletto nella lista di maggioranza dall’associazione Amici, all’epoca non ancora sciolta (e che tuttora ha molto seguito). Quali che siano ricostruzioni e dietrologie, il momento di una nuova conta in assemblea potrebbe avvicinarsi. Stamane si saprà che strada vuol prendere il cds. Non è detto che la notte porti consiglio, di sicuro porterà riunioni e trattative. Bankitalia, spettatore attento, potrebbe decidere di far sentire la sua voce, se Bpm non trova da sola un’uscita dall’impasse.
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