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Il cda accelera la vendita di Telecom Argentina

MILANO — Proseguono gli incontri ai piani alti di Telecom Italia. Il management, che ieri era impegnato in un road show a Londra per presentare il Piano industriale, ha convocato un Consiglio via telefono per discutere alcuni dettagli sulla vendita di Telecom Argentina. Oggi invece è in agenda un Consiglio di Telco che all’ordine del giorno dovrà approvare i conti dei nove mesi, ma che potrebbe fare anche il punto sulla lista da presentare entro il 25 novembre in attesa dell’assemblea convocata su richiesta della Findim di Marco Fossati.
Pare quindi che la vendita di Telecom Argentina sia più vicina del previsto dato che Patuano, che già aveva ricevuto il mandato a trattare l’offerta da un miliardo di dollari, ieri è stato autorizzato dal cda ad «approfondire il processo di cessione delle partecipazioni dirette e indirette del gruppo in Telecom Argentina». Su incarico di Telecom, Citigroup avrebbe già elaborato una valutazione sulla congruità del prezzo offerto dal finanziere messicano David Martinez, mentre i consiglieri indipendenti di Telecom si sarebbero rivolti per un parere ulteriore alla Barclays. Tuttavia, vendere un asset che è in palese conflitto con gli interessi di Telefonica, prima dell’assemblea del 20 dicembre richiesta da Fossati, espone tutto il cda di Telecom al rischio di un’azione di responsabilità. Fossati ha infatti richiesto la revoca dell’attuale Consiglio del gruppo perché a suo dire emerge un conflitto di interessi tra i soci Telefonica- Telco, rispetto agli interessi di tutti gli azionisti Telecom. E ieri sul tema sono intervenuti anche i piccoli azionisti dell’Asati, che hanno chiesto alla Consob di fare luce sul convertendo collocato giovedì scorso e sulla «svendita dell’Argentina» attraverso una trattativa privata, quindi senza un’asta pubblica volta a massimizzare il prezzo. In difesa del cda di Telecom si è schierato invece l’ex presidente della società tra il 2007 e il 2011. «Il Consiglio di Telecom è fatto di persone molto perbene – ha detto ieri il presidente di Generali Gabriele Galateri, che è uno dei consiglieri del gruppo telefonico in quota Telco – e molto preparate. Quindi è logico che il cda ribadisca di avere
operato correttamente sotto tutti i punti di vista».
Intanto insieme alla legge di Stabilità, il Parlamento dovrà approvare anche l’emendamento voluto dal presidente della Commissione Industria del Senato Massimo Mucchetti (Pd) che punta a riformare la legge sull’Opa introducendo il concetto del controllo di fatto per chi possiede una quota inferiore al 30% ma superiore al 15% del capitale ordinario, anche in concerto con più soggetti. «L’emendamento va nella giusta direzione – ha commentato il viceministro dell’Economia, Stefano Fassina – il governo sta ancora maturando una posizione, abbiamo bisogno di inserire anche altri strumenti per verificare il controllo, a tutela dei piccoli azionisti».
Infine in Borsa l’azione ha recuperato l’1,7% a 0,69 euro perché, dopo le vendite legate al convertendo, ieri sono tornati gli ordini in acquisto.

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