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Il caso Rai, concorrenti all’attacco «Ora regole sulla pubblicità». E parte l’accusa di dumping

ROMA

Il canone Rai in bolletta elettrica riaccende lo scontro tra la tv di Stato e le emittenti private: Mediaset e La7 chiedono al governo di intervenire sul sistema televisivo e di eliminare completamente la pubblicità in almeno un canale importante (come Rai3). Così le major potrebbero equilibrare i loro conti dopo che la legge di Stabilità, se le previsioni fatte da Mediobanca dovessero rivelarsi corrette, concederà a Viale Mazzini un maggior gettito di circa 280 milioni nel 2016 (pari al 33% delle somme recuperate dall’evasione, come da legge di Stabilità). Soldi che vanno aggiunti al miliardo e 650 milioni dell’attuale gettito del canone e ai 700 milioni di pubblicità per un totale di oltre 2 miliardi e 600 milioni.
«Quello che ha fatto il governo Renzi alla Rai è iniquo — attacca l’editore Urbano Cairo —. Assegnare a Viale Mazzini 280 milioni in più l’anno, in base alle stime di illustri istituzioni finanziarie, è uno scandalo. Inoltre negli ultimi quattro anni la tv pubblica ha fatto pure dumping , abbassando il costo della pubblicità del 38%. E abbiamo visto quello che hanno combinato a Capodanno…». E questa operazione «danneggia non solo le tv, ma anche moltissimo i quotidiani». Secondo l’editore di La7, «l’esecutivo, che vuole portare avanti un’azione riformatrice, non può procedere in questo modo, privilegiando la Rai, che tra l’altro è la stessa azienda che viene controllata dalla politica. Un comportamento simile è dannoso per tutto il sistema dei media in Italia». Quindi «serve subito maggiore equità — chiede Cairo —. Bisogna ripensare il sistema televisivo, prevedendo anche un nuovo assetto per la pubblicità: se la Rai incassa 280 milioni in più dal canone, allora si tolga completamente gli spot da due canali importanti». Del resto, ricordano i vertici di La7, in Spagna e Gran Bretagna le reti pubbliche non hanno réclame , in Germania gli spot ci sono solo dalle 17 alle 20 e in Francia niente consigli per gli acquisti dopo le 20.
Opinione sposata da Gina Nieri, consigliere di amministrazione di Mediaset e direttore degli affari istituzionali e legali: «Lo spezzettamento del canone non funzionerebbe e comunque Mediaset non è interessata a concorrere per una quota di abbonamento». «Il servizio pubblico va affidato alla Rai che è una realtà adatta a questa mission e che andrebbe finanziata prevalentemente con i soldi pubblici — osserva Nieri —. Fa parte di un sistema che si tiene nel suo insieme e dunque il legislatore, entro maggio, quando si rinnoverà la concessione, dovrà regolare la quota di pubblicità appannaggio della Rai, con l’obiettivo di trovare un equilibrio per tutto il sistema dell’editoria». Nel panorama nazionale, invece, Sky, con il 93% dei ricavi da abbonamento e solo il 7% dalla pubblicità, rimane alla finestra in questa querelle .
Intanto qualche giorno fa il sottosegretario allo Sviluppo economico, Antonello Giacomelli, che ha la delega alla Comunicazione, in un incontro pubblico è tornato sul tema: «Quello della raccolta pubblicitaria della Rai è un tema vero purché si riconosca che è giusto combattere l’evasione con il canone nella bolletta elettrica». Nel testo della legge di Stabilità «è inoltre chiarito che solo parte dei soldi andrà alla Rai — precisa Giacomelli —, un’altra parte andrà invece all’emittenza locale e all’eliminazione della tassa sulla prima casa». C’è, però, da fare una premessa fondamentale: la lotta all’evasione deve funzionare. Se la Rai recupera buona parte di quel 27% di evasori con il canone in bolletta elettrica, allora in ambienti governativi non è visto come un tabù pensare a canali pubblici totalmente privi di pubblicità, come la stessa Rai3. Non è un caso se Antonio Campo Dall’Orto, il direttore generale della Rai, ha annunciato di voler togliere gli spot da maggio su alcuni canali come Rai Yoyo (che da solo incassa 7 milioni di euro l’anno), Rai Cinema e Rai 5. Un passo nella direzione indicata da Mediaset e Cairo. E se un milione di italiani dovesse dichiarare di non possedere la tv? Come farà l’Agenzia delle Entrate a controllare tutti ?

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