Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Il caso JP Morgan al Congresso

Il Congresso americano apre il «processo» sul caso JP Morgan: le audizioni parlamentari sullo scandalo delle perdite miliardarie causate da scommesse sui derivati sono cominciate ieri con una passerella davanti alla Commissione bancaria del Senato di autorità di regolamentazione, a cominciare dalla principale authority incaricata del controllo della divisione al cuore degli investimenti sbagliati. Il responsabile dell’Office of the Comptroller of the Currency, Thomas Curry, ha indicato che sono in corso indagini su «qualità e ampiezza» delle informazioni di trading fornite ai funzionari federali dalla banca. L’Occ, assieme alla Federal Reserve, sta anche valutando se l’intera gestione del rischio della banca sia adeguata e servano «interventi correttivi».
Curry ha rivelato che le fallimentari puntate della divisione di JP Morgan, il Chief investment office (Cio), sono in realtà l’ultimo capitolo finito male di strategie scattate 5 anni or sono e originalmente destinate a proteggere dal rischio. Le authority hanno tuttavia offerto un messaggio tranquillizzante, questa volta, almeno sull’impatto della vicenda. Curry ha sostenuto che le perdite «non incrinano il sistema finanziario» e «non mettono in dubbio la tenuta di JP Morgan». Curry ha aggiunto di non aver trovato traccia di attività di simile complessità e dimensioni in altre grandi banche. L’attenzione rimane, comunque, rivolta anzitutto alla necessità di rafforzare controlli, interni ed esterni, per evitare nuovi drammi. Un altro istituto, Morgan Stanley, è stato appena multato per 5 milioni di dollari dal Cme a causa di trading illegale nei future sulle merci. La sua redditizia attività nelle commodities – che potrebbe divenatre problematica in caso di irrigimento delle regole sul trading con capitali propri – sta attirando l’interesse di colossi del private equity.
L’Occ, come risultato della debacle di JP Morgan, sta inoltre esaminando l’efficacia delle proprie pratiche di supervisione. E a fianco di Curry hanno testimoniato, lanciando appelli a favore di nuove strette sulle banche, il vicesegretario al Tesoro Neil Wolin e l’esponente del board della Fed Daniel Tarullo. Wolin ha invocato il varo della Volcker Rule, per mettere al bando le attività per conto proprio di grandi banche che non siano dirette a ridurre il rischio. Tarullo ha chiesto il continuo rafforzamento del capitale degli istituti. Le audizioni sono solo agli inizi. Il 13 e 19 giugno è in programma la testimonianza del ceo di JP Morgan, Jamie Dimon. I resoconti delle authority hanno già ieri offerto nuovi elementi dei quali i vertici della banca dovranno rendere conto. L’Occ ha nel mirino incontri dei suoi ispettori con dirigenti di JP Morgan in aprile, dove erano state discusse le posizioni del Cio. Dall’ufficio di Londra della divisione erano partite le maggiori operazioni su credit default swap aziendali trasformatesi proprio in quelle settimane in perdite per 2 miliardi che potrebbero lievitare oltre i 7 miliardi. Curry vuole veder chiaro «su errori o carenze», interrogando executive e passando al setaccio i rapporti del Comitato di gestione del rischio di JP Morgan. Da segnalare, infine, un ultimo strascico della crisi finanziaria del 2008: OppenheimerFunds pagherà 34,5 milioni di dollari per porre fine alla controversia sollevata dallla Sec secondo cui gli investitori sarebbero stati ingannati sui rischi connessi a due suoi fondi obbligazionari finiti con forti perdite per l’esposizione ai derivati sui mutui immobiliari.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«Non sapevo che Caltagirone stesse comprando azioni Mediobanca. Ci conosciamo e stimiamo da tanto t...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Primo scatto in avanti del Recovery Plan italiano da 209 miliardi. Il gruppo di lavoro "incardinato"...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La Cina ha superato per la prima volta gli investimenti in ricerca degli Stati Uniti. Pechino è vic...

Oggi sulla stampa