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Il caro-bolletta italiano nel mirino di Bruxelles

di Jacopo Giliberto

L'Italia sotto accusa a Bruxelles perché non cancella dal mercato elettrico il segmento "tutelato", cioè quello formato dai piccoli consumatori (famiglie e microimprese) i quali hanno preferito non rivolgersi al mercato libero della corrente, e i quali pagano non i prezzi bensì le tariffe indicate dall'Autorità dell'energia.

La Commissione europea ha inviato ieri all'Italia e ad altri due paesi, Polonia e Romania, una richiesta formale di modificare i regimi dei prezzi per i consumatori di energia. Il caso italiano riguarda, in particolare, le tariffe elettriche praticate dalle aziende di distribuzione elettrica a due categorie di consumatori finali, i clienti domestici e le piccole imprese che non abbiano un contratto con un fornitore del mercato libero.

La Commissione ricorda che i prezzi devono essere fissati soprattutto sulla base della domanda e dell'offerta. Tutte le imprese elettriche devono avere la possibilità di fornire liberamente i loro servizi e di fissare prezzi che riflettano la situazione dei mercati. Questa normativa prevede la possibilità di regolamentare i prezzi nei soli casi eccezionali e per i soli consumatori che ne hanno bisogno, purché le tariffe regolate siano limitate nel tempo e garantiscano a tutte le imprese elettriche dell'Ue parità di mercato.

In Europa il regime di tariffe non libere bensì amministrate c'è in 18 paesi. In Italia il sistema di formazione delle tariffe si basa sui prezzi di mercato delle materie prime energetiche ed è previsto dall'Autorità dell'energia il passaggio graduale di tutti i consumatori al regime di mercato libero non appena saranno tolti gli ultimi vincoli che frenano la liberalizzazione. Già oggi tutti i consumatori possono lasciare il segmento tariffato e passare al mercato libero, e non a caso l'Italia è il paese più liberalizzato d'Europa, ma la deregulation completa è ancora frenata per i dati di consumo dei clienti, che le aziende elettriche sono restie a dare ai loro concorrenti: per questo motivo l'Acquirente unico (la Spa pubblica che senza fine di lucro approvvigiona di corrente le società elettriche per i piccoli consumatori) sta lavorando a un sistema informatico che tolga anche quest'ultimo blocco alla liberalizzazione completa. L'Acquirente unico, inoltre, acquista a prezzi di mercato e alla borsa elettrica la corrente per i 30 milioni di famiglie e piccolissime imprese.

Secondo la Commissione, la normativa italiana sulla regolamentazione tariffaria «non è soggetta a un chiaro vincolo temporale, va oltre quanto necessario per tutelare i consumatori e ostacola l'accesso di nuovi operatori sul mercato italiano». Bruxelles ha deciso di inviare un parere motivato, ultimo avvertimento prima di un possibile deferimento alla Corte europea di giustizia.

La Federconsumatori con un comunicato ha contestato le osservazioni di Bruxelles, visto che «la percentuale di consumatori domestici passati al mercato libero è stato di circa il 15%, ossia superiore a quello verificato nello stesso arco temporale in altri paesi Ue, Inghilterra compresa». Inoltre l'associazione ricorda che «qualunque imprenditore può vendere l'elettricità in Italia, perché è possibile svolgere tale attività senza alcuna autorizzazione».

 

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