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Il caos per la Grecia fa cadere le Borse

Questa volta le parole del presidente della Banca centrale europea Mario Draghi, pronunciate all’Europarlamento, non sono bastate a tranquillizzare i mercati, che temono un default della Grecia dopo che nel fine settimana è fallito l’ennesimo negoziato tecnico, mediatore il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, per trovare un accordo tra i creditori internazionali e il governo greco. La Borsa di Atene ha perso il 4,68%, Milano il 2,4%, seguita da Francoforte (-1,89%), Parigi (-1,75%) e Londra (-1,1%), lo spread Btp/Bund è salito a 163 punti base per chiudere a 153. 
«Questa è una decisione politica», ha detto Draghi: deve essere «assolutamente chiaro» che la decisione di trovare l’accordo e di approvare un ulteriore sostegno finanziario alla Grecia spetta «interamente» all’Eurogruppo. Per Draghi tutti gli attori del negoziato creditori-Grecia «hanno bisogno di compiere un altro miglio, ma la palla si trova direttamente nel campo del governo greco, che deve decidere i passi necessari». Il premier Alexis Tsipras ha scelto la linea dura e ieri ha accusato i creditori internazionali di avere «saccheggiato» negli ultimi cinque anni la Grecia e ha chiesto loro «un nuovo piano di salvataggio per evitare la bancarotta». Draghi nel pomeriggio, rispondendo a un europarlamentare greco, aveva sottolineato che dalle tre istituzioni Atene ha già ricevuto 223 miliardi di prestiti, la liquidità di emergenza Ela fornita dalla Bce alle banche elleniche, più gli esborsi del Fmi e l’haircut del 53,3% sui titoli del debito greco.
Draghi nel suo intervento ha comunque ribadito la necessità di un «accordo forte e complessivo con la Grecia, che produca crescita, sia socialmente equo e finanziariamente sostenibile». Tutti devono fare la loro parte perché per raggiungere un accordo sono necessari «due serie di elementi»: un’intesa «sulla sostanza dei contenuti» ma si deve anche affrontare «la questione del finanziamento». Di fronte all’ipotesi di default, Draghi si rifiuta di «speculare», perché il governo greco ha detto che ripagherà il debito con il Fmi in scadenza a fine giugno (1,6 miliardi di euro). E comunque «abbiamo tutti gli strumenti per gestire la situazione al meglio».
Le questioni aperte sono sempre pensioni, contrattazione collettiva, forte aumento dell’Iva. Atene sembra accettare gli obiettivi di surplus, ma la divergenza emerge su come garantirlo. Il ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis è convinto in sia possibile un accordo velocemente «se la cancelliera tedesca Angela Merkel parteciperà ai negoziati». I mercati ieri temevano il default e il contagio. Come dimostra la corsa dello spread Btp/Bund, nel giorno in cui Bankitalia ha anche annunciato che il nostro debito pubblico è aumentato in aprile a 2.194,5 miliardi. Tema che il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha commentato con irritazione: «Questa del record del debito è una cosa veramente noiosa. Per definizione il debito aumenta, bisogna vedere se l’aumento è maggiore o minore del Pil nominale».
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