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Il canone in bolletta può fruttare alla Rai almeno 3 miliardi

I vertici Rai possono gongolare. Se dal prossimo anno il canone della televisione pubblica finisse dritto in bolletta, pur considerando lo sconto di 13 euro e 50 centesimi, gli incassi per viale Mazzini raddoppierebbero: dal miliardo e mezzo attuale a tre miliardi di euro. E questo considerando le sole utenze famigliari e non anche bar, ristoranti e alberghi, pure loro ad altissimo tasso di evasione. L’operazione “pagare meno, pagare tutti” si profila dunque sbilanciata: a fronte di minori tasse per 177 milioni (si passa da 113,50 euro a 100 euro), la Rai recupera almeno un miliardo e mezzo.
Il condizionale è però d’obbligo. Non a caso, dopo l’annuncio domenicale in tv di Renzi- giudicato dai tecnici spiazzante – ieri le due delegazioni ministeriali coinvolte (Economia e Sviluppo economico) si sono incontrate nel dicastero di Padoan. La riunione fiume è andata avanti per ore, fino a notte. Senza venirne a capo: «Istruttoria molto complicata». Il nodo è proprio l’abbinata canone-bolletta. E il principio sottostante: pagano tutti, a prescindere dal possesso dell’apparecchio. Di qui gli strali delle associazioni dei consumatori. «Illegittimo, incostituzionale e impugnabile», strepita il Codacons. «Non si può e deve addebitare a chi non ha tv, ricorreremo alla Corte Costituzionale », incalzano Adusbef- Federconsumatori. In effetti le questioni aperte sono più d’una. Dall’inserire una tassa dentro una tariffa (elettrica)- le mele con le pere- alle conseguenze in caso di morosità: possibile, per assurdo, il distacco dalla luce se non si paga il canone Rai (ammesso che la voce sia distinta dalle altre)?
Va chiarito intanto se rimane o meno l’impostazione attuale e dunque che lo stesso proprietario versa una volta sola e non per tutte le case che possiede. E poi vanno considerate le esenzioni. Oggi sono esclusi dall’obbligo del canone tv gli over 75 con reddito Irpef inferiore a 6.713,98 euro (una norma voluta da Prodi). Così come 600 mila italiani non pagano la bolletta della luce perché godono di un bonus erogato dal Comune in base al reddito Isee. Cosa succederà agli anziani poveri? Dovranno sborsare comunque i 100 euro del canone Rai e poi dimostrare, ogni anno, che non è dovuto e dunque aspettare il rimborso postumo? Un pasticcio.
«Non tutti i titolari di un contratto elettrico hanno una tv e viceversa», tuonava ieri Assoelettrica (ma la Rai potrebbe obiettare che hanno un tablet, un pc o uno smartphone). «L’operazione è impossibile e non ci compete». I produttori non vogliono diventare esattori. Quest’anno il canone è stato pagato da 13 milioni e 150 mila famiglie. Il prossimo anno potrebbero diventare 30 milioni (25 proprietari e 5 affittuari): 100 euro a testa, 3 miliardi di incasso, appunto. Un bel bottino. «Scendere di 13 euro è troppo poco, per combattere l’evasione al 27% bisogna come minimo passare a 85 euro», suggerisce Enrico Zanetti (Scelta Civica).
O anche sotto, visti i dati.
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